Da Piazza Affari: la manovra è già inutile
I mercati finanziari bocciano la manovra economica italiana. L’avvio dell’ottava di Borsa a Piazza affari è stata subito pesante, con un calo di quasi un punto percentuale nelle prime fasi di contrattazione. Dopo mezz’ora, l’indice Ftse/Mib, il maggiore del listino italiano, è andato sotto del 2,42%, trainato dai ribassi di Intesa Sanpaolo, UniCredit e tutto il comparto bancario. In rialzo anche lo spread, il differenziale di rendimento, fra Btp e Bund, ora a 327 punti base. Anche per i Credit default swap (Cds), le assicurazioni contro l’insolvenza, il discorso non cambia: il prezzo per i Cds italiani è schizzato nuovamente intorno quota 310 punti.
Dopo l’approvazione del pacchetto di austerity in Italia, arriva il responso dei mercati. Ed è subito sofferenza. In mattinata il sentiment prevalente degli operatori finanziari era quello della sfiducia. È stata evidente fin dai primi scambi «la mancanza di fiducia che si sta riscontrando al momento sul mercato del debito italiano, i cui rendimenti sarebbero dovuti calare in seguito all'approvazione della manovra finanziaria: il fatto che questo non sia avvenuto rappresenta un segnale di totale sfiducia nei confronti del Governo guidato da Berlusconi», ha detto Michael Hewson, analista di Cmc Markets. La manovra correttiva di bilancio è considerata troppo leggera e poco incisiva sui tagli strutturali di cui avrebbe bisogno il Paese.
L’altra ragione per cui il comparto bancario sta portando in rosso è l’esito degli stress test europei. Tutte le banche italiane coinvolte nelle prove di resistenza patrimoniale (Banco Popolare, Monte dei Paschi di Siena, Intesa Sanpaolo, Ubi Banca, UniCredit) hanno passato la prova, ma questo non è bastato per placare i timori degli investitori. Gli istituti bancari italiani hanno in portafoglio una grande quantità di titoli di Stato del Tesoro e stanno scontando questo genere di strategia d’investimento. Nel frattempo, aumentano le voci di un’imminente aumento di capitale di UniCredit. Per Piazza Cordusio si continua a parlare di capitali freschi per 6 o 7 miliardi di euro entro la fine dell’anno, anche se più di una volta l’amministratore delegato Federico Ghizzoni ha smentito qualsiasi indiscrezione a riguardo.
Pesanti le vendite anche sui listini europei. A Francoforte il Dax cede l’1,08% alle 10.05 mentre a Parigi il Cac 40 lascia sul terreno l’1,13 per cento. Le perdite del Ftse 100, il principale listino londinese, sfiorano il punto percentuale: per gli analisti il comparto bancario inglese ha toccato oggi i minimi da 20 mesi. Sul fronte dei cambi, la valuta comunitaria continua a perdere terreno sul dollaro: un euro attualmente vale 1,4054 dollari (-0,73%). Continua invece la corsa inarrestabile dell’oro: questa mattina il metallo giallo ha sfondato 1.600 dollari l’oncia, un apprezzamento del 500% nell’arco di un decennio.( Fonte: www.linkiesta.it)