" Crolla il mercato dell'auto (-19%). Il ribasso della Fiat è del 20,13% " di Graziella Marino
Il forte ricorso ai "Km zero" non è bastato ad evitare il tonfo del mercato di febbraio in Italia che, in calo del 18,94% rispetto ad un anno fa, ha registrato appena 130.661 nuove immatricolazioni. Secondo l'Unrae si tratta del volume più basso da 28 anni visto che bisogna arrivare a febbraio 1984 per trovarne uno inferiore (115.502). In linea con il mercato anche il gruppo Fiat che il mese scorso ha immatricolato 36.984 unità, segnando un ribasso del 20,13%, mentre la quota di mercato si è attestata al 28,31%, in lieve calo rispetto al 28,73% di un anno fa. Dal Lingotto sottolineano che «i risultati del mercato e di Fiat Group Automobiles sono stati condizionati a febbraio dal lungo fermo nazionale dei bisarchisti, che hanno ritardato molte consegne di vetture». In questo scenario – sottolinea Fiat – il marchio Lancia migliora comunque la propria quota di 0,8 punti percentuali, Jeep aumenta i volumi del 38,3%, Alfa Romeo Giulietta è tra le vetture più vendute del segmento C, Fiat Panda e Punto sono le auto più vendute del mese e gli ordini per la nuova Panda sono già 35 mila. In forte calo anche le vendite delle case automobilistiche estere. Mentre tiene Volkswagen, che a febbraio è il marchio estero più venduto in Italia (-0,08% a 11.287 unità), la numero due Ford cede il 28,7% a 10.596 unità. Più contenuto il calo della terza classificata Citroen (-2,12% a 7.356 unità). Tra le tedesche di lusso Bmw (-14%) conquista il primo posto del segmento "premium", seguita da Mercedes (-13,9%) e Audi (-36,1%). Tra i pochi marchi in controtendenza, Hyundai (+11,6%) e Land Rover (+26,5%). Toyota scende del 18%. La nuova caduta del mercato, «nonostante il forte ricorso ai "chilometri zero"», secondo il Centro Studi Promotor GL events «costringe a rivedere al ribasso le previsioni per il 2012, anche alla luce del fatto che «non vi sono al momento elementi che inducano a ritenere che nel breve-medio termine il quadro possa migliorare». Se il governo non interviene per rilanciare sia l'auto che l'economia, quindi, per il Csp «c'e la concreta possibilità» che «le vendite scendano al di sotto della soglia di sopravvivenza per un numero non trascurabile di concessionari». Un rischio ribadito da Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto, l'associazione dei concessionari: «Il 2011, con 1.748.000 immatricolazioni, era stato già un anno terribile. Fare peggio porterà a conseguenze disastrose. Se proiettiamo il progressivo dal 1 gennaio sull'intero 2012 otteniamo una previsione di chiusura attorno a 1.500.000 pezzi, ovvero -500.000 pezzi rispetto alla media degli ultimi 4 anni». ( Fonte: www.gazzettadelsud.it)
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