Consiglio Ue. E l’Italia e l’Europa affondano come i barconi - di Carlo Tata

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://www.rinascita.eu/mktumb640a.php?image=1371750172.jpg“Finalmente gli sbarchi sono un tema europeo, non più solo maltese o italiano”, dice un raggiante Letta al termine del vertice Ue sul tema dell’immigrazione. Ma la partita sulla ripartizione dei clandestini che arrivano via mare è tutta ancora da giocare. Benché tutti i privilegiati del parlamento europeo si dichiarino a favore di una soluzione condivisa di solidarietà, di rafforzamento della task force che staziona nel Mediterraneo e di accelerazione delle procedure d’asilo, la situazione è ben lungi dall’essere risolta. Il cerino resta sempre nelle nostre mani. Non per niente della questione degli sbarchi se ne riparlerà nel prossimo Consiglio europeo di dicembre. La speranza di tutti è che l’inverno porti meno barconi sulle nostre coste. Ma non sarà così, in quanto la presenza della marina italiana nel Mediterraneo non farà altro che facilitare i viaggi. Mare mosso? Chi se ne importa, tanto ci sono le navi badanti che ci vengono a soccorrere. Questo il concetto che passa. La sindaca di Lampedusa chiede ai notabili europei di non deludere le aspettative dei propri concittadini, giocando allo scaricabarile. Qual è il concetto di saturazione? Per i lampedusani già 2000 disperati sarebbero troppi e ingestibili. E per la Penisola quale sarebbe il numero sopportabile? Un milione, due milioni o cento milioni? E per l’Europa l’asticella per non beccarsi il marchio del razzista fin dove deve salire? 200 milioni, 300 milioni o qualcosa in più.

La verità è che non se ne può più di questo buonismo di facciata che sta distruggendo la dignità di vita degli italiani e dei popoli europei. Non si tratta di essere insensibili al tema dei profughi che fuggono dalle guerre, dalle persecuzioni, dalla povertà e dalle carestie ma si tratta solo di non farsi schiacciare verso il basso. Continuando di questo passo infatti resteremo tutti impigliati nei bassifondi mentre coloro che predicano accoglienza, solidarietà e integrazione continueranno a nuotare nei privilegi. In questa situazione di precarizzazione e di perdita di diritti, dove mai li dovremmo integrare? Forse nel mercato florido della vendita di oggetti contraffatti? Così assistiamo ai soliti caroselli di guardia e ladri che quasi tutti i giorni accadono nelle vie principali delle nostre città. O forse nelle notti dello spaccio? Anche in questo settore la forza lavoro va piuttosto alla grande. E poi ci si lamenta delle carceri piene… Oltretutto questa storia di chi fugge dalla guerra e dalle persecuzioni e dalla carestia non può servire come una coperta. Con il predicatore della povertà d’Oltretevere e con altri francescani del parlamento italiano ed europeo, il rischio che si corre è di dover fronteggiare una marea di proporzioni immane. Sono infatti milioni le persone di tutto il mondo che vedono l’Italia e l’Europa come meta del loro benessere. Non si tratta solo di sbarchi di persone senza un documento e senza alcuna tracciabilità ma di migliaia e migliaia di persone che entrano soprattutto via terra e che poi si stabilizzano nel nostro paese. A fare cosa? Per la maggior parte a girovagare per le città piazzando qua e là banchetti di cianfrusaglie. Altri entrano nel mercato dello sfruttamento, molto spesso anche nelle nostre case come tuttofare. E con le briglie sciolte dell’asilo quanti ne arriveranno di migranti? Se si garantisce vitto e alloggio chi mai resterà più in Africa a sudare e a rischiare la malaria? Dalle bocche del buonismo, tra le quali si annoverano la Boldrini, la Kyenge, la sindaca di Lampedusa, Letta, Vendola e tutti quelli del volemose bene ma che poi quando incontrano un poveraccio non gli danno nemmeno un centesimo, si chiede con forza più integrazione. Quale? Forse quella della movida dello spaccio? O quella dello sfruttamento nelle campagne del sud per la raccolta del pomodoro? O forse quella di una nota famiglia rom che vive in villa con le maniglie dorate? Loro sì che si sono integrati a meraviglia: spaccio, usura, prostituzione, racket dell’elemosina, borseggi e furti nelle case. Continuando di questo passo il futuro dell’Italia e dell’Europa sarà a rischio. Non è vero che siamo tutti uguali, perché a furia di riempire il paese di disperati e di approfittatori che vivono nell’illegalità, chi ha soldi e capacità creative se ne andrà a vivere altrove. Ed è quello che sta succedendo nella vicina Francia. A chi poi i manifestanti chiederanno casa e lavoro?

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