Commerzbank, piccoli azionisti contro il management
L’assemblea generale di Commerzbank non può dirsi sia stata all’insegna della tranquillità. La riunione annuale ha offerto infatti ai piccoli azionisti l’occasione per esprimere senza mezzi termini tutta la loro frustrazione. Non solo per la lunghissima traversata nel deserto (si tornerà a distribuire dividendi solamente nel 2013, dopo che il titolo della banca ha perso qualcosa come il 70% nel 2011), ma anche per le decisioni recenti del management.
Su tutte quella relativa alle remunerazioni dei massimi dirigenti. Nei giorni scorsi era stato annunciato l’innalzamento del salario fisso del numero uno Martin Blessing, che percepirà quest’anno 1,3 milioni di euro. Una cifra quasi triplicata rispetto ai 500 mila euro che erano stati posti come tetto massimo a partire dal 2009, dopo che lo Stato aveva effettuato un salvataggio d’emergenza costato 18,3 miliardi di euro alle casse pubbliche della prima economia europea.
Ieri il presidente del consiglio di sorveglianza dell’istituto, Klaus-Peter Müller, ha spiegato che tale limitazione non aveva più ragione d’essere: «Si tratta di un aggiustamento regolare in linea con quanto approvato dall’assemblea degli azionisti nel 2010. Di diversissimo avviso Hansgeorg Martius, che rappresentava alla riunione l’associazione di difesa degli azionisti SdK, secondo il quale seppure possono sussistere giustificazioni giuridiche per l’incremento dei salari del management «non si sarebbe potuto scegliere un momento peggiore dal punto di vista dell’andamento di Borsa e sul piano psicologico». ( Fonte: www.valori.it)