Cina, trattative fra la “bad bank” e gli investitori stranieri
Standard Chartered, UBS e Citic Capital sarebbero nel pieno delle trattative per investire in Cinda Asset Management. Si tratta di una delle principali società create per “ripulire” i debiti accumulati dal sistema bancario cinese. Lo rivelano al Financial Times alcune fonti a conoscenza della questione.
L'operazione,se andasse in porto, segnerebbe una svolta epocale spianando la strada per l'ingresso di Cinda in Borsa. Così verrebbe definitivamente sancita la trasformazione operata nell'arco di un decennio: da “bad bank” a gruppo finanziario vero e proprio. Si tratterebbe della prima società di asset management cinese ad avere degli investitori esteri come partner: di fatto, il denaro straniero riuscirebbe a ritagliarsi un nuovo spazio nella finanza della seconda economia del mondo.
Secondo le fonti del Financial Times, che hanno preferito che non venisse diffusa la loro identità, l'entità dell'affare non è ancora chiara. Ma potrebbe essere concluso già nell'arco di una settimana. Il periodico cinese Caixin diffonde ulteriori indiscrezioni: Standard Chartered, UBS e Citic Capital potrebbero acquisire una quota pari,complessivamente, al 7-8% di Cina. Mentre il National Social Security Fund (il principale fondo pensione del gigante asiatico) assorbirebbe una quota dell'8%. Messi insieme, questi investimenti potrebbero raggiungere un valore di 10 miliardi di yuan, pari a 1,6 miliardi di dollari. La rivista cinese ipotizza che sia già arrivato l'ok dei regolatori. Finora i diretti interessati hanno preferito non rilasciare dichiarazioni in merito.
Le quattro società di asset management sono state fondate dall'esecutivo di Pechino nel 1999. Ciascuna faceva riferimento a uno dei principali colossi bancari: e Cinda acquisiva i “bad loans” soprattutto da China Construction Bank. Negli anni ha assorbito in tutto circa mille miliardi di yuan di prestiti “non performanti”: una percentuale consistente sui 2.400 miliardi delle quattro società messe insieme. In seguito, queste ultime hanno emesso bond decennali; ma, non riuscendo a far fronte alla scadenza del 2009, l'hanno estesa per altri dieci anni. Stando ad alcune stime, finora è stato recuperato solo il 20% del totale dei prestiti. Ma per gli investitori tali società possono avere un valore strategico. Infatti, avendo assorbito alcuni istituti finanziari liquidati, detengono determinate licenze che in Cina sono piuttosto difficili da ottenere. ( Fonte: www.valori.it)