Cina, prestiti agli enti locali: la banche hanno sottostimato i rischi
L’esposizione nei confronti degli enti locali continua a costituire per gli istituti di credito cinesi un’ombra che si potrebbe allungare pericolosamente sul loro futuro. Ieri la commissione bancaria ha inviato infatti una comunicazione ai dirigenti dei principali gruppi del Paese, sottolineando come a suo avviso sia stato sottostimato il rischio legato ai prestiti concessi alle amministrazioni sparse sull’immenso territorio asiatico. L’organismo di vigilanza ha ricordato come il totale dei debiti che potrebbero risultare tossici, contratti dagli enti locali, ammonti ormai ad una cifra vicina ai 1.800 miliardi di yuan, ovvero circa 286 miliardi di dollari. Per questo sarebbe necessaria una riclassificazione di tali linee di credito, che obbligherebbe di fatto le banche ad aumentare il quantitativo di capitali accantonati per far fronte ad eventuali esplosioni improvvise delle insolvenze. Un’operazione che, inevitabilmente, provocherebbe anche un deciso calo dei profitti.
A preoccupare c’è anche il dato relativo al periodo in cui le amministrazioni locali si sono indebitate: la maggior parte dei finanziamenti sono stati erogati infatti tra il 2009 ed il 2010. Si tratta perciò di un problema relativamente recente, rispetto al quale è possibile che il sistema bancario cinese si ritrovi a non essere in grado di far fronte.
Per il governo centrale - che aveva inizialmente favorito la concessione di prestiti, al fine di stimolare la crescita grazie all’avvio di numerosi lavori pubblici - la pioggia di yuan di cui hanno beneficiato gli enti locali potrebbe risultare quindi alla fine un boomerang, e minacciare l’intera economia. Complessivamente, infatti, i prestiti regionali sono stimati in 10.700 miliardi di yuan. Il che significa che è circa il 20% ad essere considerato a rischio. ( Fonte: www.valori.it)