Cina, le banche si svuotano dei “bad loans”

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

I profitti delle tre principali banche cinesi per il primo trimestre di quest'anno sono particolarmente lusinghieri. Ma è soprattutto un altro il dato che fa tirare un sospiro di sollievo ai regolatori asiatici: la diminuzione generalizzata dei “bad loans”. Stando ai dati diffusi dall'agenzia Bloomberg, i prestiti tossici di Industrial & Commercial Bank of China sono scesi del 4% a partire dalla fine del 2010, mentre i profitti nel trimestre si sono attestati al 29% in più rispetto all'anno precedente. La segue a ruota China Construction Bank – il secondo istituto di credito al mondo per valore di mercato – che ha visto un +34% dei guadagni netti e “solo” 64,6 miliardi di yuan di prestiti tossici (157 milioni di yuan in meno rispetto all'anno scorso). Per Bank of China, i profitti hanno segnato un +28% e i prestiti tossici un -1,8%. Il non-performing loan ratio (ovvero il rapporto dei crediti non performanti sul totale) dei tre istituti si è attestato rispettivamente all'1%, all'1,04% e all'1,05%.

 

Si tratta di dati che fanno sorridere analisti e autorità cinesi. La solidità finanziaria del gigante asiatico, infatti, era stata pesantemente messa in dubbio. Negli ultimi due anni si è assistito ad un vero e proprio boom del credito, che ha alimentato l'inflazione e una pericolosa bolla immobiliare. E nel frattempo ha esposto le banche al rischio insolvenza, soprattutto per quanto riguarda i prestiti concessi agli enti locali, definiti come “altamente a rischio”. Così, mentre la banca centrale ha ordinato un'ondata di stress test e ha alzato i tassi d'interesse e i ratio di capitalizzazione bancari, il governo ha imposto misure restrittive sull'acquisto di case. Ora alcuni analisti già affermano che, vista la situazione, forse si sia trattato di preoccupazioni eccessive. ( Fonte: www.valori.it)

 

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