Caso Madoff, parzialmente bocciata la causa contro i familiari
Prosegue la complicata vicenda giudiziaria che ruota intorno alla maxi-truffa da 60 miliardi di dollari orchestrata dal finanziere americano Bernard Madoff. E la sua famiglia ottiene una prima vittoria: il giudice Burton Lifland ha infatti archiviato uno dei capi d'imputazione inclusi nella causa – del valore complessivo di 198 milioni di dollari – che le è stata intentata da Irving Picard.
Il curatore fallimentare, infatti, nel suo tentativo di recuperare almeno parte dei capitali persi dagli investitori, si è concentrato anche su alcuni trasferimenti di denaro sospetti provenienti dalla società finanziaria di Madoff. E ha citato in giudizio il fratello, due figli e il nipote del finanziere. Che, a detta sua, avrebbero usato il denaro degli investitori come il proprio «salvadanaio di famiglia». Attingendone a piene mani per finanziare le proprie attività, ma anche i conti dei ristoranti, lo shopping e l'acquisto di proprietà immobiliari. Tutto ciò invece di cercare di bloccare lo sviluppo dello schema di Ponzi.
Martin Flumenmaum, legale dei familiari di Madoff, afferma invece tramite una nota che “Mark e Andrew Madoff non avevano alcuna conoscenza dei reati perpetrati da Bernard Madoff e hanno contattato la Sec e il dipartimento di giustizia statunitense non appena il padre li ha informati della truffa”. A Picard, comunque, resta la possibilità di fare ricorso in appello contro la decisione del giudice. La sua causa infatti non è stata interamente rigettata: ne sono state respinte solo alcune parti che, secondo la Corte, contengono alcune lacune. Il giudice Lifland ha affermato che, ad ogni modo, il fatto che la famiglia non sia riuscita a bloccare la frode «non debba sorprendere, considerata la relazione molto stretta con Madoff e la vicinanza» alla sua società. ( Fonte: www.valori.it)