Canone Rai nella bolletta elettrica: sicuro che il governo fa bene?

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://www.ilfuturista.it/images/resized/images/stories/economia/canone-rai-2010_200_200.jpgQualche giorno fa, il Dipartimento Finanze del Ministero del Tesoro, annunciava che quest’anno il canone Rai aveva fatto un introito di circa il 37% in meno, perdendo così la bellezza di 500 milioni di euro rispetto al 2009. La Rai si era affrettata a smentire il dato ufficiale pubblicato dal ministero, con una nota in cui dichiarava che le entrare del canone Rai sarebbero invece, aumentare di 15 milioni di euro. Nella confusione delle diverse dichiarazioni, intanto, in parlamento oggi stesso, Futuro e Libertà presenterà un’interrogazione parlamentare al ministro Paolo Romani, sottoscritta dagli onorevoli Flavia Perina, Toto e Della Vedova, per chiedere chiarimenti sulla scarsa trasparenza dello stato effettivo delle casse della televisione pubblica, al fine di evitare che il calo degli introiti possa pregiudicare il già precario equilibrio economico della Rai.

 

Se la caduta a picco dell’abbonamento Rai, dipenda dalle tasche degli italiani costretti a tirare la cinghia in tempi di crisi, o se dipenda da una bocciatura dei palinsesti televisivi programmati dalla tv pubblica non è dato saperlo. Ma la proposta del governo di introdurre il canone nella bolletta dell’energia elettrica presenta non poche perplessità sotto il profilo della legittimità. In verità, il problema principale della Rai, starebbe tutto nel tetto massimo imposto per la raccolta pubblicitaria, che la porrebbe in netto svantaggio rispetto alla diretta avversaria Mediaset. Rai e Mediaset detengono entrambe il 40% degli ascolti,, ma i ricavi pubblicitari della Tv di stato sarebbero appena pari all’1,1 miliardi di euro contro i 2,8 di Mediaset.

 

E questo è dovuto principalmente al limite imposto dal tetto, perché paradossalmente la Rai potrebbe mandare in onda il programma più seguito dell’anno e non guadagnarne quanto Mediaset, proprio per il limite imposto alla raccolta pubblicitaria, mentre dall’altra parte la pubblicità viene spalmata senza limiti sui palinsesti, determinando così la posizione dominante che Publitalia detiene nel mercato delle concessionarie pubblicitarie. Abbattere il tetto massimo alla raccolta pubblicitaria sarebbe la soluzione più onesta per la tv di Stato, che non graverebbe sui contribuenti, ma che sicuramente è avversa ad un ministro che oltre a governare la cosa pubblica, svolge anche il ruolo di responsabile degli affari istituzionali di Mediaset. Un piccolo conflitto d’interessi che verrà pagato dagli utenti.

( Fonte: www.ilfuturista.it)

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