Canada, il governo teme una riedizione della bolla-subprime
Il ministro delle Finanze del Canada, Jim Flaherty, si è scagliato ieri contro le scelte strategiche delle grandi banche locali. A preoccupare il governo, però, non è il credit crunch: al contrario la paura è che i termini richiesti dagli istituti di credito per concedere prestiti ipotecari ai cittadini siano troppo “morbidi”. Ciò potrebbe infatti drogare il mercato immobiliare, provocando conseguenze potenzialmente simili a quanto accaduto nel 2008 negli Stati Uniti. Flaherty ha citato un ammonimento arrivato dall’Ufficio di sovrintendenza sugli istituti finanziari (BSIF): «Siamo preoccupati, e per questo urgono correttivi», ha dichiarato nel corso di una conferenza stampa. Sembra addirittura che alcune banche, pur di concedere i mutui, non abbiamo neppure richiesto la documentazione comprovante l’ammontare dei redditi percepiti da chi ne fa richiesta.
Un’edizione-bis della bolla subprime, insomma. Indotta dal fatto che, almeno apparentemente, il comparto immobiliare canadese sembri godere di buona salute: sia le vendite che i prezzi delle abitazioni sono aumentati a partire dalla recessione del 2009. Eppure lo stesso Fmi, nello scorso ottobre, si era detto preoccupato per l’eccessivo indebitamento dei cittadini e per il costo delle case «in aumento troppo rapido rispetto al reddito complessivamente disponibile». ( Fonte: www.valori.it)