BORSE: UN OTTIMO SETTEMBRE CHE RICORDA TEMPI NEFASTI. COMMENTO DELLA SETTIMANA 01/ 10/ 2010
Si è concluso anche il terzo trimestre dell'anno che ha avuto un bilancio decisamente positivo, tutti i quattordici principali indici borsistici internazionali hanno terminato il “quarter” facendo segnare un guadagno. Di più, oltre la metà di questi listini hanno evidenziato incrementi a due cifre, da rilevare, invece, come risulti risicato il rialzo del Nikkei (+0,23%), segno evidente che il caro yen pesa come un macigno sulle quotazioni dei titoli nipponici legati in particolare all'export.
Se poi limitiamo l'analisi al solo mese di settembre, abbiamo assistito ad un vero e proprio exploit, in particolare per quanto riguarda gli indici americani, a tal proposito il raffronto col passato diventa inquietante: per il maggior indice di Borsa statunitense, lo S&P 500 questo è stato il miglior mese di settembre dal … 1939.
Non vogliamo pensare, neppur per un attimo, a quale periodo, nefasto per l'intera umanità, ci stiamo rapportando, limitiamoci solo a rimarcare che nonostante i timori legati ai deficit ed ai debiti sovrani, qualcosa, nell'economia mondiale si sta muovendo, ed il risveglio improvviso e consistente delle operazioni di M&A potrebbe essere il sintomo più evidente.
Ora, ma è diverso tempo che Finanza In Chiaro lo sta evidenziando, sui mercati dei cambi si sta combattendo una guerra senza esclusione di colpi, è un po' una guerra “all'incontrario”, vince chi risulterà più debole, o meglio riuscirà a mantenere più debole la propria moneta.
Forse, siamo ad un atto che potrebbe risultare decisivo, lunedì 4 e martedì 5, infatti, si svolgerà a Bruxelles il summit Europa/Asia, teoricamente sarebbe potuto essere un'occasione per trovare un'intesa fra Giappone ed Unione europea, entrambe accomunate da problemi derivanti da una divisa sopravvalutata, ma non sarà così.
La Cina, anziché barricarsi in difesa, infatti, giocherà d'attacco, si muove personalmente Wen Jiabao che, dopo la partecipazione al vertice, farà visita in quattro Paesi, e sapete quali? Belgio, Grecia Turchia e Italia, e, c'è da scommetterci, prometterà aiuti a tutti, sotto forma di acquisti di titoli del debito pubblico.
Saranno aiuti, a costo zero, visto che contribuiranno a mantenere un euro forte, quindi uno squilibrio insensato e deleterio nei confronti dello yuan.
Noi invece auspichiamo un accordo tra la Bce e la BoJ, dovrebbero agire congiuntamente per raffreddare le proprie monete, evidentemente sopravvalutate, e ristabilire così un po' di logica in un mercato attualmente comandato artificialmente dall'alto, come la nomenclatura cinese è abituata a fare nel proprio Paese.
Sono “strutturalmente” contrario ai dazi, ma qualora fossero l'unico mezzo per far comprendere alla Cina che non può comportarsi in maniera così arrogante, ben vengano! L'arma del ricatto che Wen Jiabao e soci stanno utilizzando è odiosa e deve essere spezzata a tutti i costi prima che il “cappio” che ci stanno mettendo al collo cominci a stringere troppo forte.
Torniamo alla nostra Borsa per ricordare che il Ftse Mib non è più sul fondo della classifica, il declassamento della Spagna, da parte di Moody's (meglio tardi che mai), ha fatto retrocedere l'Ibex a maglia nera, anche se la differenza con il nostro indice principale è davvero minima.
FTSE MIB a 20.391,27 punti (-1,05%)
Quattordici i titoli che hanno terminato l'ottava con un bilancio positivo, rispetto ai ventisei ribassi.
SAIPEM (+5,05%) senza ombra di dubbio la star incontrastata nella settimana appena trascorsa. Nuovo record storico per il titolo che supera per la prima volta la quota dei 30 euro. Dall'inizio del 2009, quindi in venti mesi il titolo ha triplicato la propria quotazione, basta questo dato per rendere l'idea.
FINMECCANICA (+3,09%) d'accordo il dollaro è debole, anzi debolissimo, ma continuano ad arrivare nuove commesse un po' da tutto il mondo ed il titolo ha così trovato nuova linfa per tornare all'attacco di quota 9 euro.
GEOX (+1,67%) tutto merito della prima seduta (+3,7%) al cui risultato non sembravano esserci motivazioni “pubbliche”.
EXOR (+1,57%) anche Exor ha stabilito nell'ottava appena trascorsa il proprio massimo storico, con dati sulle immatricolazioni così negativi sembra ci sia poco di cui festeggiare, ma anche per queste valutazioni il merito va ascritto interamente a Sergio Marchionne.
ENI (+1,53%) dollaro basso e prezzo della benzina che rimane elevato determinano buoni utili per la nostra maggior azienda petrolifera.
FIAT (+0,99%) ha parlato Marchionne ed il mercato ha ancora una volta avuto fiducia in lui, d'altronde, al momento, non ha mai deluso, anzi ha sempre sorpreso in positivo.
Gli altri titoli ad aver fatto segnare un rialzo nell'ottava appena trascorsa sono stati: Italcementi (+0,92%), Prysmian (+0,82%), Buzzi Unicem (+0,58%), Azimut (+0,57%), Lottomatica (+0,35%), Bulgari (+0,30%), Cir (+0,27%) e Snam Rete Gas (+0,07%).
Passiamo ora ai ribassi.
BANCO POPOLARE (-7,26%) è stata fatta filtrare la notizia, attraverso MF, di un possibile aumento di capitale per 2 miliardi. Il mercato ha fatto un po' la tara, ma ha ritenuto la notizia plausibile, il risultato è questo.
FONDIARIA-SAI (-4,57%) dagli 8 euro di tre settimane or sono ci ritroviamo a 7,3 euro una debacle che onestamente non ci attendavamo, anche se avevamo preferito uscire dal titolo una decina di giorni fa, portando a casa un guadagno visto che cominciava a tirare una brutta aria. Momenti per rientrare sul titolo non mancheranno.
POPOLARE MILANO (-4,40%) chiaramente tutte le Popolari hanno sofferto per cui siamo tornati ancora sotto quota tre euro e mezzo.
STMICROELECTRONICS (-5,50%) sembra che il recupero sia già terminato, in effetti il titolo fatica molto ed il settore manifesta una certa volatilità che gli investitori non apprezzano.
UNICREDIT (-3,07%) il mercato ha anche apprezzato la scelta interna alla successione di Profumo, ma comincia a trapelare qualche voce su possibili dismissioni, segno che forse una certa “pulizia” vada fatta.
INTESA (-2,87%) anche Intesa non ha retto, sembra che quota 2,5 euro sia risultata, di nuovo, una barriera insormontabile.
BANCA MPS (-2,70%) con il settore così martoriato non ci si poteva attendere molto di meglio, perlomeno ha mantenuto quota un euro, sarebbe importante non scendere sotto questa soglia psicologica.
MEDIOLANUM (-2,66%) nonostante arrivino notizie confortanti sulla raccolta il titolo continua a scivolare, evidentemente non basta.
PARMALAT (-2,26%) davvero un pessimo momento per il titolo alimentare. Le “scorribande” di una quindicina di giorni fa sopra quota 2 euro, ora sono costate care, a nostro avviso, però, il titolo non ha soltanto un appeal speculativo.
GENERALI (-2,14%) settore in evidente difficoltà ed a ogni rialzo fanno seguito immediate prese di beneficio.
ANSALDO (-1,97%) sembra stia consolidando queste quotazioni, la società, però, a nostro avviso è sottovalutata, le commesse non mancano (all'estero) forse la redditività con un dollaro in queste condizioni potrebbe essere penalizzata.
MEDIOBANCA (-1,75%) è stata la soglia dei sette euro a fare da sbarramento, ora è necessario consolidare questi livelli prima di sferrare un nuovo attacco verso quotazioni più congrue al titolo.
AUTOGRILL (-1,62%) altro titolo che viene punito dal mercato per il mini-dollaro. Tra poco tornerà decisamente appetibile.
Gli altri titoli ad aver fatto segnare un ribasso nell'ottava appena trascorsa, sono stati: Ubi Banca (-1,61%), Mediaset (-1,52%), Campari (-1,47%), A2A (-1,41%), Enel (-1,28%), Unipol (-1,11%), Telecom Italia (-0,87%), Atlantia (-0,85%), Impregilo (-0,57%), Tenaris (-0,42%), Pirelli (-0,42%), Terna (-0,32%) e Luxottica (-0,20%).
Cominciamo così l'ultimo quarto dell'anno con la speranza che possa portare un ulteriore recupero sui listini internazionali, ma i timori per il settore bancario condizioneranno spesso le sedute anche in quest'ultimo trimestre.
Non dimentichiamoci poi che tra breve entreremo ancora appieno nella stagione delle trimestrali Usa, la speranza che arrivi qualche sorpresa positiva, non può mancare, anche se non nutriamo particolare fiducia.
Autore: Giancarlo Marcotti
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