BORSE: SETTIMANA IN CRESCITA, MA NON C'E' DA GIOIRE ( ALMENO PER ORA). COMMENTO DELLA SETTIMANA AL 24/ 09/ 2010
Tornano a crescere le Borse europee, dopo la battuta d'arresto registrata la scorsa ottava. Meglio ancora hanno fatto gli indici americani e quelli asiatici (escluso il Giappone) i cui rialzi hanno superato i due punti percentuali. Tutto bene quindi?
A nostro avviso, no!
O meglio, prima di gioire sarà opportuno valutare con attenzione alcuni aspetti critici che potrebbero rivelarsi campanelli d'allarme da non sottovalutare.
E' chiaro a tutti ormai che il quantitative easing, anche se fosse di un importo astronomico (si parla di mille miliardi di dollari) non sarà una misura di per sé sufficiente. Inoltre, nonostante la Fed non abbia ancora annunciato alcuna manovra aggiuntiva, il solo parlarne ha già avuto un effetto dirompente sul mercato: il dollaro è crollato, in particolare contro euro.
Per questo mi sento di farvi una raccomandazione, se volete investire sui mercati, prima date un'occhiata ai cambi.
Intanto una via d'uscita, per quanto riguarda l'aspetto valutario ci sarebbe, ma pur essendo la cosa più logica del mondo non si farà, ci riferiamo naturalmente alla rivalutazione dello yuan. Wen Jiabao è stato categorico, affermando che se la moneta cinese dovesse rivalutarsi tra un 20 e un 40% per il colosso asiatico sarebbe un dramma, al punto che arriva a prefigurare gravissimi disordini sociali derivanti dall'aumento della disoccupazione che ciò comporterebbe.
A nostro avviso il Premier cinese drammatizza eccessivamente le conseguenze di una rivalutazione dello yuan, in ogni caso ciò che più conta è che con queste dichiarazioni la Cina si comporta da grande potenza, assomigliando così in tutto e per tutto agli Stati Uniti, infatti ricatta il mondo intero.
Il messaggio è chiarissimo, non provate ad andare contro i miei interessi avreste più voi da perdere.
Il povero Giappone si trova così tra due fuochi, cerca di fare la voce grossa, o almeno di alzarla un po', ma non sembra spaventi nessuno.
Ed anche la nostra vecchia Europa paga le conseguenze della politica valutaria delle due superpotenze, la moneta unica, infatti, come lo yen, è sopravalutata di circa il 30% rispetto al dollaro ed allo yuan, ma non ha la forza di ribellarsi.
Soffermandosi sul nostro Paese, questa è stata essenzialmente la settimana del caso Profumo/Unicredit, voi sapete bene quanto personalmente fossi estremamente critico nei confronti dell'ex AD della maggior Banca italiana, quindi l'uscita di scena del manager non la ritengo di certo una perdita, bensì una “liberazione”. Ed il mercato, dopo un ovvio iniziale sbandamento, sembra ora essere della mia opinione.
FTSE MIB a 20.607,72 punti (+0,44%).
BUZZI UNICEM (+7,66%) resta su posizioni molto sacrificate, ma perlomeno dà segni di vitalità. Ovviamente speriamo tutti che Buzzi possa tornare su quotazioni più elevate, significherebbe che il comparto “chiave” della ripresa si sta mettendo in moto.
FIAT (+7,53%) ancora una grande settimana per Fiat che conclude le contrattazioni al valore più alto dell'anno. Ormai è partito lo spin-off che avrà delle tappe obbligate, ma senza dubbio creerà valore al titolo.
MEDIOLANUM (+7,35%) al centro dell'attenzione per le voci di un possibile coinvolgimento in una eventuale fusione Mediobanca/Generali. A nostro avviso è un'operazione prematura, il passaggio di Geronzi è evidente che ha creato aspettative, ma noi non vediamo di buon occhio una fusione, visto che non scorgiamo creazione di valore. Il coinvolgimento, anche in una fase successiva di Mediolanum, poi, sarebbe un segnale allarmante, evidentemente ci sarebbe qualcosa da nascondere, o comunque di poco chiaro.
BULGARI (+6,75%) sapete che il titolo non rientra tra i nostri preferiti, ma per la sesta volta in quest'anno è tornato su quotazioni (intorno ad area 6,60 euro) dando così un segnale di forza. E' vero che nelle cinque volte precedenti il titolo ha poi ritracciato, ma, banalmente, è anche vero che è sempre risorto.
EXOR (+6,56%) nuovo, ennesimo, massimo storico. E' vero che per un titolo che ha un anno e mezzo di vita ciò non deve stupire, ma va rimarcato comunque che quella fusione dalla quale è nata la società si sta rivelando proficua. Poi con Marchionne al timone di Fiat ci sono certezze che anni fa erano solo miraggi.
MEDIOBANCA (+4,81%) chiaramente ha beneficiato dei rumors, ma riteniamo che partisse anche da quotazioni penalizzanti. Ora siamo ad un punto di svolta, occorre superare, e di slancio, quota sette euro.
CIR (+4,22%) tutto a causa dell'ultima seduta (+5,18%) nella quale è tornato alla ribalta il famoso “rimborso” per il lodo Mondadori. Non investiamo su di un titolo che ha come unico appeal la sentenza di un tribunale.
A2A (+3,85%) sul settore si alternano sentiment diversi con una frequenza sconosciuta qualche anno fa. Si investiva sulle utilities per la loro bassa volatilità, da un po' non è più così.
ITALCEMENTI (+3,67%) vale naturalmente il discorso fatto per Buzzi. Forse è da sottolineare che dopo diverso tempo il titolo ha lasciato proprio in questa ottava l'ultimo posto nella classifica per il 2010 delle società componenti il nostro indice principale. Ora la maglia nera la indossa Unipol, ma il ribasso per Italcementi (-30,81%) rimane grave.
MEDIASET (+3,24%) il recupero che il titolo ha avuto dagli inizi di luglio è davvero importante, il bilancio dell'anno in corso è tutt'ora in rosso (-4,36%), ma ora le quotazioni rispecchiano molto meglio il valore dell'azienda. Il crollo registratosi nel secondo trimestre era obiettivamente risultato eccessivo.
Gli altri titoli ad aver fatto registrare un rialzo nell'ottava appena trascorsa sono stati: Pirelli (+2,84%), Prysmian (+1,59%), Ansaldo (+1,58%), Intesa (+1,56%), Generali (+1,43%), Saipem (+1,34%), Enel (+1,10%), Snam Rete Gas (+1,09%), Geox (+1,06%), Eni (+1,00%), Tenaris (+0,86%), Stmicroelectronics (+0,71%), Ubi Banca (+0,70%), Terna (+0,56%), Atlantia (+0,53%), Telecom (+0,39%), Unipol (+0,09%) e Azimut (+0,07%).
Passiamo ora ai ribassi.
FONDIARIA (-2,79%) continua questa specie di calvario per la Compagnia dei Ligresti, difficile da commentare, anche una quotazione minima, come gli 8 euro, si è dimostrata una barriera.
AUTOGRILL (-2,52%) un dollaro così basso non aiuta di certo un titolo che produce una buona parte del fatturato nella moneta americana.
BANCO POPOLARE (-2,28%) buono il recupero dell'ultima seduta, ma il bilancio settimanale resta decisamente negativo per quasi tutte le aziende del comparto.
POPOLARE DI MILANO (-2,15%) vale lo stesso discorso fatto per il Banco, vediamo se almeno quota 3,6 euro può risultare una base dalla quale ripartire.
Gli altri titoli ad aver fatto registrare un ribasso nell'ottava appena trascorsa sono stati: Unicredit (-1,66%), Lottomatica (-1,49%), Luxottica (-1,30%), Banca MPS (-0,48%), Finmeccanica (-0,47%), Parmalat (-0,42%), Campari (-0,34%) e Impregilo (-0,11%).
L'ultima seduta ha risollevato le sorti di un'ottava che stava riportando il nostro indice principale al di sotto della quota di 20.000 punti. Ora potremmo andare incontro ad un'ottava di transizione che ci proietta all'ultimo quarto dell'anno.
Autore: Giancarlo Marcotti
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