BORSE: PIAZZA AFFARI MANTIENE LA FRECCIA VERDE. 30/ 09/ 2010
Arrivano solo dati positivi dagli Stati Uniti: le richieste di sussidi alla disoccupazione si sono fermate a 453.000 (previsti 457.000), il Pil ha toccato il +1,70% (previsioni +1,60%), ma soprattutto l'indice PMI di Chicago è volato a 60,40 (atteso 56,00) eppure le Borse europee terminano le contrattazioni in ribasso ad esclusione della nostra Piazza Affari. In effetti i listini del Vecchio Continente avevano viaggiato per tutta la prima parte di seduta in territorio negativo e solo i dati americani avevano fatto tornare gli acquisti.
A deprimere i listini europei le difficoltà delle Banche irlandesi che potrebbero rivelarsi maggiori del previsto, e il downgrade della Spagna che Moody's ha portato ad Aa1 (persa quindi la tripla A) un altro grande successo di Zapatero.
Ricordiamo inoltre che dall'Asia arrivavano risultati contrastanti, ai rialzi di India e Corea si contrapponeva un leggero ribasso di Hong Kong, mentre risultava pesantissima Tokyo (-1,99%) subissata dalle vendite dopo che la produzione industriale, in Giappone, ha fatto segnare addirittura una variazione negativa (-0,30%) rispetto ad attese del +1,20%.
A sottolineare come il problema yen può diventare deflagrante stanno arrivando pesanti revisioni al ribasso degli utili per le aziende nipponiche, emblematica Nintendo, la società leader nei giochi elettronici, annunciando il lancio del proprio gioiellino 3DS che avverrà il prossimo 26 febbraio ha più che dimezzato l'utile atteso per l'anno fiscale a 90 miliardi di yen (stima precedente 200 miliardi), la Borsa dà la sua sentenza (-9%).
Inevitabili, ora, altri interventi sul mercato aperto per la Bank of Japan, a nostro avviso sarà presa la decisione immediatamente dopo il summit Asia-Europa che si terrà a Bruxelles il prossimo 4 e 5 ottobre.
Il nostro indice principale ha chiuso lontano dai massimi, ma perlomeno in territorio positivo, sorretto in particolare da Fiat, che rifiorisce dopo le parole di Marchionne e Unicredit che ha optato per la scelta interna alla successione di Profumo, scelta caduta sul piacentino Federico Ghizzoni.
Ftse Mib a 20.505,20 punti (+0,65%).
Fiat (+3,19%) ha parlato Marchionne ed è stata musica per le orecchie degli azionisti del Lingotto, dopo aver sfiorato in intraday gli 11,5 euro al fixing fa segnare un 11,32 miglior prezzo di chiusura dal 19 agosto 2008.
Lottomatica (+2,46%) qualcuno (Credit Suisse) ha rifatto i conti ed ha stabilito che il titolo è a sconto, ha così portato il target price a 14,52 euro.
Ubi Banca (+2,38%) un andamento davvero pazzo, un giorno su ed uno giù, oggi è andata bene.
Bulgari (+2,31%) tornano anche discreti volumi sul titolo che dopo qualche seduta torna a crescere in modo convincente.
Unicredit (+1,74%) termina lontano dai massimi (era arrivato a 1,914 euro) tuttavia il mercato ha decisamente apprezzato la scelta di Ghizzoni.
Passiamo ai ribassi.
Banco Popolare (-1,46%) la smentita al presunto aumento di capitale è sembrata un po' tiepida, prende piede quindi la tesi che la notizia lanciata ieri dal quotidiano MF sia stata concordata con l'Istituto.
Telecom (-0,77%) mattinata in calo, poi con l'arrivo di Wall Street torna a crescere, infine un'ultima parte di seduta che fa tornare il segno rosso sulla performance odierna.
Eni (-0,38%) risultato in controtendenza con il settore.
E' terminato così il terzo trimestre con un risultato decisamente positivo (+6,18%), anche il mese di settembre (+3,90%) ha portato soddisfazione agli investitori.
Autore: Giancarlo Marcotti
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