Borse nervose con i dati di Cina ed Europa
Le Borse del Vecchio Continente archiviano una seduta piuttosto volatile, caratterizzata da dati macroeconomici in chiaroscuro provenienti da Asia, Europa e Stati Uniti. In Cina il comparto manifatturiero registra una frenata improvvisa a febbraio col relativo indice, elaborato da Hsbc e Market Economics, in discesa ai minimi da sette mesi a 48,3 da 49,5 punti di gennaio. La soglia dei 50 punti fa da spartiacque tra contrazione ed espansione del ciclo. Il rallentamento, insieme a timori sul credito, preoccupa gli analisti che prevedono una crescita del Pil cinese di appena il 7,5% nel 2014, ossia il livello più basso degli ultimi 24 anni.
L'attività manifatturiera rallenta anche nell'Eurozona con l'indice Pmi in flessione questo mese a 53 punti dai 54 del mese scorso, ma confermando comunque la fase di espansione del ciclo. In lieve crescita invece l'indice dei servizi, a 51,7 da 51,6 e così l'indice Pmi composito, manifatturiero più servizi, registra un leggero calo a 52,7 da 52,9.
Sull'altra sponda dell'Atlantico vanno giù le richieste di sussidio alla disoccupazione, -3'000 a 336'000 la settimana scorsa, mentre registra un rialzo in linea con le attese il superindice economico, indicatore sulle prospettive di crescita dell'economia a stelle e strisce sui prossimi tre-sei mesi. Dati questi ultimi che potrebbero convincere definitivamente la Federal Reserve ad anticipare una stretta sul credito alzando i tassi, come emerso dagli ultimi verbali dell'Istituto centrale americano pubblicati ieri. In questo quadro le Borse europee hanno mostrato oggi tutto il loro nervosismo, viaggiando in forte calo per gran parte della giornata prima di recuperare durante le battute finali della seduta. Francoforte è maglia nera con una flessione dello 0,43%, piatte Milano (+0,07%) e Madrid (+0,08%), in leggero rialzo Parigi (+0,33%) e Londra (+0,24%).
Sul mercato obbligazionario lo spread tra il Btp e il Bund tedesco segna un lieve rialzo a 196 punti base, col rendimento del decennale italiano in crescita al 3,64%. Il differenziale della Spagna termina invece a 191 punti base, col tasso dei Bonos al 3,59%. E oggi Madrid ha fatto il pieno in un'asta di titoli di Stato a 5, 10 e 30 anni per complessivi 5 miliardi di euro, con tassi in discesa ai minimi da gennaio 2006 sulla scadenza decennale al 3,559%. In netto calo anche il rendimento medio del Bonos 2044 al 4,519%, il livello più basso da dicembre 2008. In rialzo invece il rendimento medio sul quinquennale salito al 2,263% dal 2,254% dell'asta di febbraio.
ats
Fonte: www.tio.ch