BORSE: IL MONDO GUARDA ALLO SCONTRO USA/ GIAPPONE/ CINA. 17/ 09/ 2010
Ci ha impiegato un po', ma alla 36esima settimana ce l'ha fatta: il nostro Ftse Mib è arrivato all'ultimo posto nella classifica, per l'anno in corso, dei principali indici mondiali. Oltre al giapponese Nikkei ci ha superato persino lo spagnolo Ibex, il che è tutto dire …
Perdonate l'ironia, ma quando tutto sembra remarti contro, l'utilizzo del sarcasmo serve a sdrammatizzare la situazione.
E' vero che queste classifiche non hanno una valenza assoluta, in quanto ogni indice ha un differente procedimento di calcolo e la distribuzione dei dividendi può falsare il risultato, ma tant'è …
Ora noi ci rifiutiamo di pensare che l'economia del nostro Paese sia tanto disastrata da meritarsi l'ultimo posto in classifica. Certamente il peso preponderante che il comparto bancario ha sul nostro indice principale influisce in maniera decisiva sul risultato, dobbiamo quindi dedurre che i timori sul settore sono tutt'ora sentiti dal mercato.
Si continua a parlare infatti di una tassazione addizionale e di prelievi per creare un fondo che possa essere utilizzato nell'eventualità di nuove crisi finanziarie.
Noi siamo contrari ad ogni forma di inasprimento fiscale così, una volta tanto, ci troviamo in perfetta sintonia con Bini Smaghi (vedasi l'articolo “ Non è il momento di tassare le Banche”).
La settimana è stata comunque caratterizzata dall'intervento sul mercato dei cambi della Bank of Japan che, secondo le stime più accreditate, ha venduto 100 miliardi di yen per fermare la corsa della moneta nipponica che stava rischiando di mettere definitivamente in ginocchio un'economia già ampiamente in difficoltà a causa di una deflazione che non si riesce a debellare.
Lunedì prossimo la Borsa giapponese resterà chiusa per festività (la Festa dell'anziano), quindi sarà indicativo vedere il comportamento del mercato, l'appuntamento più importante, però, è fissato per giovedì 23 settembre.
In quella data, infatti, a margine dell'assemblea Onu, il Presidente Obama si incontrerà sia col Premier giapponese Kan che con il cinese Wen Jiabao, nessun dubbio che l'argomento principale dei colloqui riguarderà i tassi di cambio delle monete.
E' certo che nella disputa Dollaro/Yen una parte di primo piano la giocherà anche lo Yuan al quale verrà senza dubbio chiesta una maggior fluttuazione, si potrebbe decidere in quell'occasione un nuovo equilibrio fra le tre valute, insomma un accordo che eviti una guerra che tutti vogliono scongiurare, ma che non esiterebbero ad affrontare per salvare la propria economia.
Fare previsioni oggi sarebbe azzardato, ma possiamo ritenere, tanto per sbilanciarci, che i giapponesi chiederanno un cambio col dollaro intorno ai 95 per ottenere un valore che dovrebbe attestarsi a 90, un compromesso accettabile visto che la Fed sembra voglia (o debba) proseguire con le operazioni di “quantitative easing” che, naturalmente, indeboliscono la moneta verde.
La settimana che va ad aprirsi sui mercati internazionali sarà un po' particolare, infatti dopo che lunedì non contratterà Tokyo, sarà la Borsa cinese a restare chiusa da mercoledì e per tutto il resto dell'ottava a causa della Festa d'Autunno.
Nel Vecchio Continente, superate le scadenze tecniche sarà importante vedere come si comporterà il mercato, ed in particolare come reagirà ai dati macro in arrivo dagli Usa.
Per quanto riguarda il nostro listino principale ha avuto un'ottava molto particolare, hanno prevalso decisamente logiche singolari, non strettamente settoriali, troviamo infatti tre Banche fra i primi sei rialzi settimanali, ma Unicredit, il titolo più “pesante” rientra tra i maggiori ribassi.
Passiamo quindi, come sempre, all'analisi dei titoli che hanno maggiormente mosso il mercato nell'ottava appena trascorsa.
FTSE MIB a 20.517,96 punti (-1,51%)
Quattordici i titoli in rialzo rispetto ai ventisei ribassi.
LUXOTTICA (+3,35%) continua senza pause il trend positivo che ha così riportato il titolo di nuovo sopra la quota di 20 euro. Riesce sempre a trovare estimatori la società della famiglia Del Vecchio, a noi sembra ben prezzata.
PIRELLI (+3,10%) settimana dopo settimana si sta imponendo come uno dei “casi” della Borsa italiana, almeno in questo 2010. Si consolida sempre più in vetta alla graduatoria delle performences da inizio anno, ed ha sempre un buon motivo per crescere ulteriormente, ora neppure i massimi del 2007 sono più un miraggio.
BANCA MPS (+2,96%) sarà che lo scorso agosto era scesa a livelli davvero imbarazzanti, ma ora il recupero sembra “convinto”. Non è più la Cenerentola del comparto e trova compratori con sempre maggior facilità.
CAMPARI (+2,89%) è certamente il caso dell'anno, il titolo ritocca continuamente i propri massimi assoluti e la sua avanzata sembra inarrestabile. Da quanto al timone della società c'è Bob Kunze-Concewitz la strategia non è mai cambiata, acquisizioni ben mirate, strategiche, che hanno internazionalizzato il gruppo. E' stato così possibile, mantenere brands ben radicate sul territorio, ed ottenere una sempre maggior diversificazione di prodotto.
BANCO POPOLARE (+2,77%) per la verità tutto il guadagno è stato ottenuto nella prima seduta, a seguire quattro giornate abbastanza “fiacche”. Tenuto conto della media del comparto bisognerebbe rallegrarsi del risultato, ma il sentiment pare meno positivo rispetto ad altri momenti. Occorre un nuovo “sprint” che riporti maggior fiducia sull'intero settore.
POPOLARE MILANO (+2,69%) andrebbe ripetuto un po' lo stesso discorso appena fatto per il Banco, ma occorre rilevare l'enorme differenza di performance da inizio anno che registrano i due titoli, se infatti il Banco limita il calo sotto il 7%, per la Popolare meneghina continua ad essere superiore al 23%.
FIAT (+2,37%) la tanto attesa settimana dell'avvio ufficiale dello spin-off si chiude con un bilancio positivo anche se non esaltante. Sta di fatto che in un anno così tormentato per il settore automobilistico trovarsi a questo punto con una performance positiva (+1,07%), nell'anno in corso, è già un risultato da sottolineare, e non finisce qui …
STMICROELECTRONICS (+2,35%) torna a crescere il nostro unico titolo tecnologico. Per quanto riguarda i semiconduttori le notizie si accavallano e spesso risultano contraddittorie. Le quotazioni attuali sono “storicamente” basse, ma occorre rimanere prudenti.
Gli altri titoli ad aver avuto un rialzo nell'ottava appena trascorsa sono stati: Saipem (+1,83%),
Bulgari (+1,07%), Exor (+0,97%), Italcementi (+0,24%), Prysmian (+0,23%) e Fondiaria
(+0,13%).
Passiamo ora ai maggiori cali.
A2A (-4,88%) settimana assolutamente da dimenticare per l'utility meneghina, cinque ribassi e cinque prezzi di chiusura inferiori a quelli di apertura, far peggio era obiettivamente difficile. Il segnale che arriva al mercato è quanto mai negativo. Si viaggia di nuovo verso i minimi relativi dello scorso agosto.
TELECOM (-4,11%) dopo un prolungato periodo rialzista la società guidata da Franco Bernabè incappa in un ritracciamento significativo, ma, a nostro avviso, temporaneo. E' il momento, però, di consolidare queste quotazioni per poter tornare a puntare verso la soglia di 1,1 euro che si è già dimostrata ostica da superare.
BUZZI UNICEM (-3,91%) perde tutto il guadagno delle ultime due settimane tornando in prossimità dei minimi dello scorso marzo. Obiettivamente abbiamo speso tante parole sul comparto, in evidente difficoltà, ma resta comunque difficile commentare certi livelli del titolo, forse i massimi del 2007 erano davvero sproporzionati, ma anche queste valutazioni ...
PARMALAT (-3,68%) una pessima seduta di fine settimana fa ripiombare il titolo in area 1,9 euro. Può aver risentito degli echi arrivati dal processo in corso, ma si parla spesso dell'azienda guidata da Enrico Bondi come di una succulenta preda, quindi va sempre tenuto presente anche questo appeal speculativo.
ANSALDO (-2,86%) la quota di 10 euro si è dimostrata una barriera per il titolo che ha avuto un dietro front repentino e consistente. Non ci aspettavamo un comportamento simile dalla società controllata da Finmeccanica che ora va monitorata con attenzione.
TERNA (-2,82%) nella settimana no per il comparto utilities anche Terna ne fa le spese. Nulla di grave se pensiamo che il titolo aveva ritoccato soltanto all'inizio del mese in corso i suoi massimi storici. Le prese di beneficio sembrano inevitabili.
MEDIOLANUM (-2,78%) dopo il buon recupero nella prima parte del mese in corso è arrivata questa settimana davvero difficile. Soprattutto vedere che in tutte le cinque sedute il prezzo di chiusura è risultato inferiore a quello di apertura non induce certo all'ottimismo.
UNICREDIT (-2,68%) le scadenze tecniche sono state decisive, è vero che la questione “libici” non tranquillizza il mercato, ma, a nostro parere, non dovrebbe neppure preoccupare. Ormai Gheddafi opera sul mercato italiano da diversi anni, e non si è mai dimostrato un pericolo.
Gli altri titoli ad aver avuto un ribasso nell'ottava appena trascorsa sono stati: Eni (-2,43%), Ubi Banca (-2,20%), Enel (-2,08%), Autogrill (-2,06%), Snam Rete Gas (-1,88%), Tenaris (-1,75%), Unipol (-1,73%), Atlantia (-1,68%), Generali (-1,61%), Cir (-1,46%), Finmeccanica (-1,46%), Intesa (-1,33%), Geox (-1,17%), Azimut (-0,70%), Lottomatica (-0,35%), Impregilo (-0,34%), Mediaset (-0,29%) e Mediobanca (-0,08%).
Stiamo a vedere cosa ci riserverà la settimana alla quale andiamo incontro, ma restiamo fiduciosi, come già più volte manifestato, per l'ultima parte dell'anno.
Autore: Giancarlo Marcotti
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