BORSE CONDIZIONATE DAL CAMBIO DOLLARO-YEN. 31/ 08/ 2010

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza.over-blog.it

Tutto il mercato finanziario internazionale è condizionato da un tasso di cambio fra due monete: il dollaro e lo yen.
Per questo gli occhi degli operatori erano tutti puntati su Tokyo e ciò che è accaduto nella capitale nipponica è stato ancora una volta decisamente “anomalo”, il Nikkei ha perso il 3,55% e lo yen ha guadagnato ancora nei confronti del dollaro.
Ricapitoliamo, la Borsa giapponese perde perchè la sua moneta si apprezza continuamente nei confronti di tutte le altre valute, se lo yen si rivaluta, infatti, danneggia l'economia incentrata sulle esportazioni, ma se le società sono penalizzate dal cambio il loro valore in Borsa scenderà, insomma una spirale suicida che il Paese del Sol Levante deve assolutamente spezzare.
La Bank of Japan non ha alcun alleato, è chiaro che in periodi di crisi come questi ognuno tira acqua al proprio mulino, ma ha anche tutti i mezzi per far prendere una bella scottata agli speculatori che oggi hanno ancora posizioni rialziste sullo yen.
Ormai il Governatore Masaaki Shirakawa è diventata la persona più odiata in Giappone, il suo continuo temporeggiare e le timide azioni intraprese non hanno convinto nessuno, pur in una situazione politica perlomeno “confusa” riteniamo sia arrivato il momento di agire, ed agire significa vendere yen sul mercato come era stato fatto nel 2004 quando il cambio era arrivato al livello “pericoloso” di … udite, udite … 105 nei confronti del dollaro.
Ora, è bene ricordarlo, siamo a 84 contro il biglietto verde e si aspetta ancora cosa?
Alcuni analisti parlano di quota 80 come valore di “intervento”, ma se si aspetta così tanto il rischio è che poi siano necessarie valanghe di vendite per riportare il cambio intorno a valori (diciamo 90?) che possono sembrare congrui, mentre una “botta” adesso avrebbe un impatto immediato e consiglierebbe anche ai più incalliti speculatori un comportamento più prudente.
Esponiamo di nuovo il nostro pensiero, la crisi è sotto gli occhi di tutti, ma non ci sono valute “rifugio”, inoltre il “double dip”, negli Stati Uniti, a noi sembra molto improbabile visto che prevediamo una ripresa dell'economia Usa nel quarto trimestre, il segnale, seppur flebile è arrivato solo pochi giorni fa quando è stato ricalcolato il Pil del secondo trimestre all'1,6%, con queste premesse sarebbero sufficienti poche operazioni a mercato aperto della BoJ per far invertire immediatamente il trend sul cambio tra il dollaro e lo yen.
Un altro aspetto incoraggiante è che anche oggi, e siamo al secondo giorno consecutivo, abbiamo avuto dati macro statunitensi migliori delle attese, può sembrare poco, ma soltanto alcuni giorni fa scrivevamo che non arrivava un dato positivo nemmeno a pagarlo, ora non è più così.
In giornata infatti si sono dimostrati migliori del consenso sia la fiducia dei consumatori che i prezzi immobiliari, questo ha permesso ai listini europei, che erano partiti con forti ribassi, di terminare la seduta facendo segnare rialzi seppur non particolarmente rilevanti.
Ftse Mib a 19.734,57 punti (+0,18%).
Ansaldo (+4,25%) mette a segno il rimbalzo che ci si attendeva.
Popolare Milano (+2,08%) altro titolo fortemente penalizzato nei giorni scorsi.
A2A (+1,57%) completa una bella inversione di trend che prelude ad ulteriori salite.
Saipem (+1,17%) nonostante un ritracciamento del greggio.
Telecom Italia (+1,14%) un “pieno” che la dice lunga sulla provenienza degli acquisti.
Mediaset (+1,09%) promossa da Ubs a “Buy”.
Enel (+1,08%) altro titolo per cui, pare, il peggio sia passato.
Uno sguardo ai maggiori ribassi.
Fondiaria (-1,71%) nuovamente sotto quota 7,5 euro, inspiegabile.
Stmicroelectronics (-1,50%) un martirio, d'altronde il mese di agosto per il colosso americano AMD è stato traumatico.
Ubi Banca (-1,07%) massacrata dal mercato.
Fiat (-1,02%) deve consolidare questi livelli in attesa di tempi migliori, che senz'altro arriveranno.
Attenzione domani cambia il mese, speriamo cambi anche la musica.
Autore: Giancarlo Marcotti
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