BORSE: A FAR MALE NON E' IL RIBASSO. 29/ 09/ 2010

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

Nella zona euro ci sono debiti sovrani che hanno da tempo superato ogni livello di guardia, deficit pubblici assolutamente fuori controllo, sistemi bancari sull'orlo del collasso, e la moneta unica cresce?
 
Ciò che mi stupisce maggiormente, però, è vedere i maggiori network finanziari titolare: euro in rimonta!
In rimonta ?!?
 
Come se l'economia europea fosse in un periodo così florido da giustificare una crescita della propria valuta.
 
Attenzione, noi lo abbiamo definito gioco al massacro, possiamo chiamarlo in altro modo, magari usare un'espressione meno cruenta, ma la sostanza non cambia, se tutto questo scoppia, saranno in molti ad ustionarsi.
 
Prestate attenzione: si sta concludendo un mese di settembre straordinario per i listini americani, il Dow Jones, ad esempio, ha guadagnato 850 punti, cioè un +8,5%.
Nello stesso tempo, però, il cambio del dollaro contro euro è passato da 1,26 a 1,36 svalutandosi così dell'8%.
 
Quanto potrà andare avanti questa illusione monetaria?
 
Non c'è quindi da allarmarsi per i ribassi registrati in questa settimana, tutti contenuti entro il punto percentuale, ma per quanto potrebbe accadere sui mercati internazionali quando qualcuno porrà un freno al deprezzamento del dollaro.
 
Domani termina il trimestre, è quindi una scadenza di estrema importanza.
 
Parliamo, seppur brevemente del nostro listino principale, a tenere banco è stato il … Banco, intendo il Banco Popolare che ha lasciato sul terreno oltre il 4% dopo le indiscrezioni (vere, presunte o concordate, staremo a vedere) apparse su MF di un progetto di aumento di capitale da 2 miliardi. Più o meno lo stesso ribasso per la Popolare di Milano che si è vista far visita dagli ispettori di Bankitalia, male anche le altre banche, ma con ribassi inferiori.
 
Sull'altro lato della classifica svetta Saipem la cui chiusura avviene davvero ad un soffio dal massimo dell'anno stabilito lo scorso 6 aprile.
 
Per il resto poco da dire, se non che l'aumento della quota di Bollorè in Premafin (la finanziaria che controlla Fondiaria-Sai) potrebbe portare un po' più di interesse sul titolo.
Autore: Giancarlo Marcotti
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