" Bisogna tornare a Bretton Woods " di Maurizio Ballistreri

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

Nell'era dell'interdipendenza delle economie a livello planetario, la tragedia in Giappone e le bombe in Libia possono contribuire ad impedire una nuova fase di crescita, accoppiandosi con fiammate dell'inflazione e dei debiti pubblici. Le ripercussioni sull'economia globale della guerra libica e delle rivolte popolari in Medioriente e nel Golfo Persico potranno avvenire sui prezzi, a causa dei rincari petroliferi, con l'aggravante delle incertezze che gravano sull'industria nucleare dopo la tragedia di Fukushima, mentre un rallentamento alle ipotesi di ripresa della crescita potrà derivare dai problemi al sistema produttivo giapponese, prodotti dal sisma.

Le incertezze dello scenario economico sono maggiori in Europa, dove la congiuntura è ancora più negativa, gravata dal debito pubblico del Portogallo a cui anche l'Unione dovrà fare fronte: Lisbona ha bisogno di 100 miliardi di dollari, che si assommano alle esigenze finanziarie della Grecia e dell'Irlanda, con sullo sfondo i debiti sovrani di altri Stati come l'Italia. E anche al di là dell'Atlantico la situazione non è migliore, a causa di una politica economica dell'Amministrazione Obama che appare alquanto timida: nessun intervento, a differenza del Vecchio Continente, sui tassi d'interesse, ancora bassi livelli di sicurezza sociale, ritardi nella regolamentazione della finanza con la ripresa sulla speculazione e il ritorno dello strapotere (e degli emolumenti con stock option) dei cosiddetti «top manager». Negli Stati Uniti serpeggia il timore che il dollaro possa perdere la funzione di moneta di riserva, mentre il 63% delle famiglie americane negli ultimi tre anni ha perso il 45% del proprio reddito. Serve a livello globale una nuova regolazione delle economie.

Periodicamente si parla di un ritorno a Bretton Woods, località del New Hampshire in America dove, nel 1944, si definirono gli accordi relativi al sistema internazionale dei cambi e delle transazioni commerciali, il gold exchange standard, basato su rapporti di cambio fissi tra le valute, in rapporto al dollaro, il quale a sua volta era agganciato all'oro, e alla creazione del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale, che hanno consentito all'epoca una prima liberalizzazione dell'economia, anche con influenze keynesiane, che è durato dalla fine della Seconda Guerra Mondiale sino al 1971, anno in cui gli Stati Uniti ne decretarono la fine.( Fonte: www.gazzettadelsud.it)

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