Benzina, la verde sfonda quota 1,8 euro
Nuova fiammata dei prezzi della benzina, e la verde sfonda 1,8 euro al litro. Un "pieno" arriva così a costare 90 euro, 15 euro in più rispetto a un anno fa quando ce se la cavava (per modo di dire) con 75 euro. Nemmeno il decreto liberalizzazioni del governo Monti con le novità messe in campo, ha finora smosso il mercato. Il 23 gennaio un litro di verde si comprava a 1,75 euro e per un pieno si pagavano 87,5 euro, 2 euro e mezzo in meno di oggi.
Se la "verde" oscillava ieri tra il minimo di 1,775 euro al litro e il massimo di 1,801 euro, è record anche per il diesel che sfiora 1,74 euro. «Sui prezzi alla pompa si riversano gli aumenti dei prezzi internazionali che si sono verificati lunedì. È stata in particolare la quotazione del gasolio a fare un balzo notevole tornando dopo circa un mese al di sopra dei mille dollari la tonnellata, mentre la benzina è stabilmente oltre quota mille dal 25 gennaio» spiega Staffetta Quotidiana.
Ma le spiegazioni interessano poco: «La corsa dei prezzi di carburanti in questo momento di crisi, è insostenibile per gli automobilisti e per tutti i cittadini» dicono Federconsumatori e Adusbef. «Dall'inizio dell'anno il prezzo della benzina è cresciuto di 9 centesimi al litro, che si traducono in un aggravio annuo di 108 euro per costi diretti e di circa 87 euro per costi indiretti». La nuova impennata, che segue una serie di aumenti, si aggiunge ai timori di questi giorni per le speculazioni sui prezzi dei prodotti alimentari, soprattutto i freschi che scarseggiano sugli scaffali dei supermercati a causa delle difficoltà di consegna per il maltempo. La Coldiretti parla infatti di effetto-valanga sul carrello della spesa. «In un Paese come l'Italia dove l'88% dei prodotti e delle merci arriva a destinazione viaggiando su gomma, il record dei prezzi dei carburanti ha un effetto-valanga sulla spesa con un aumento dei costi di trasporto oltre che a quelli di produzione, trasformazione e conservazione» dice l'organizzazione agricola. Ma i gestori non ci stanno a fare i capri espiatori del malcontento dei consumatori. «Non ci stiamo a essere criminalizzati – dice Martino Landi della Faib Confesercenti – i gestori non hanno nulla a che fare con gli aumenti indiscriminati decisi dalle compagnie petrolifere». Noi siamo semmai le vittime almeno quanto le imprese del settore agroalimentare e i consumatori. L'erogato nelle ultime settimane è diminuito del 30%, con punte del 40 per cento in autostrada».
Intanto gli stessi gestori degli impianti di distribuzione di carburante confermano il loro sciopero se nel decreto sulle liberalizzazioni non verrà recepita la norma che elimina l'esclusiva per l'approvvigionamento, norma che era comparsa in una delle bozze del provvedimento. Lo hanno detto ai cronisti a margine dell'audizione in commissione Industria del Senato, il presidente di Faib Confesercenti, Martino Landi, e di Fegica Cisl, Roberto Di Vincenzo. Invece Luca Squeri, di Figisc Confcommercio ha giudicato «equilibrato» il decreto.
«Siamo delusi dall'impostazione del governo – ha detto Di Vincenzo – che non ha liberalizzato questo mercato; siamo delusi rispetto a quanto era emerso nelle bozze del provvedimento, mentre questo testo lascia lo "status quo"». Secondo Di Vincenzo l'abolizione dell'esclusiva dell'approvvigionamento sarebbe in grado di far calare il prezzo della benzina alla pompa di 10 centesimi al litro, con un risparmio complessivo annuo per i consumatori di 4 miliardi. Dello stesso parere Landi che ha sottolineato che «i prezzi così come stanno le cose lo fanno i petrolieri. Il prezzo al barile è ormai stabile, intorno a 100 euro al barile, eppure ci sono stati diversi successivi aumenti».
Alla richiesta dei gestori si oppongono i petrolieri, che saranno sentiti domani in commissione. Cosa accadrà se governo e parlamento non recepirà la richeista di eliminare l'esclusiva? «Sciopereremo – ha detto Di Vincenzo – e saremmo l'unica categoria a fare sciopero non per bloccare le liberalizzazioni ma per ottenerle a favore degli utenti».
( Fonte: www.gazzettadelsud.it)