Bce, veto della Merkel su Draghi presidente
A poche ore dall'emergere della candidatura dell'olandese Nout Wellink alla presidenza della Bce in alternativa a Mario Draghi, per l'italiano governatore della Banca d'Italia e presidente del Financial Stability Board cominciano ad emergere i prevedibili ostacoli nella strada verso la Bce.
I mal di pancia del mondo tedesco rimbalzano sulle pagine del quotidiano Handelsblatt. Secondo cui Draghi, dati i suoi trascorsi in Goldman Sachs, è stato al centro del sistema finanziario Usa, di cui si sottolineano gli «eccessi» che hanno portato alla crisi finanziaria.
Se ne parla anche sulle pagine del Wall Street Journal, che però tratta i mugugni tedeschi con ironia dopo aver sottolineato nei giorni scorsi che non è la nazionalità il criterio con cui va scelto il prossimo presidente della Bce, ma il merito.
«La candidatura di Draghi non passa il test tedesco perchè è italiano», titola sarcastico il quotidiano newyorchese. Secondo cui Angela Merkel, già sotto pressione in Germania per aver acconsentito al salvataggio di un Paese sull'orlo della bancarotta come la Grecia, non può ora permettersi di scatenare la furia popolare mettendo la gestione dell'euro nelle mani di una persona che viene da un Paese Mediterraneo indebitato.
Dopo la rinuncia del tedesco Axel Weber, il tabloid Bild aveva titolato «Chi si occuperà ora dell'euro? Per favore non quest'italiano». E aggiunto: «Mamma mia, per gli italiani l'inflazione è uno stile di vita, è come il sugo di pomodoro sulla pasta». Secondo il Wsj l'immagine dell'Italia «è precipitata negli ultimi anni a causa della sequenza di scandali sessuali e legali» che circondano il premier Silvio Berlusconi.
Der Spiegel, pochi giorni fa, titolava «Un superbanchiere di Berluscolandia». Un problema per Draghi sarebbe poi rappresentato dalla vice-presidenza della Bce andata al portoghese Vitor Constancio: potrebbe essere difficile che i Paesi del Nord Europa accettino di avere due persone della sponda Sud dell'area euro ai vertici dell'Eurotower. Tuttavia nei circoli finanziari e nelle élite europee il nome di Draghi gode di alta considerazione: gli stessi economisti tedeschi – scrive il Wsj – ritengono l'italiano «uno dei più competenti funzionari pubblici del Paese, che ha speso gran parte della sua carriera per migliorare le finanze dell'Italia e la sorveglianza bancaria».
Thomas Mirow, presidente della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo, è scettico su una candidatura tedesca e parla di Draghi come un «sostenitore credibile della politica della stabilità, da molti anni». Dall'Italia, è l'amministratore delegato di Unicredit, Ghizzoni, a spendere parole di stima: «mi auguro, che se lui è disponibile, ce la faccia. È sicuramente una grandissima personalità».
Il risanamento dei conti pubblici è essenziale per il consolidamento della ripresa e la crescita sul medio lungo termine e sbaglia chi ritiene che non sia così. Questo il messaggio rilanciato dal presidente della banca centrale europea Jean-Claude Trichet nel corso del suo intervento alla presentazione del rapporto 2010 della Banca nazionale del Belgio.
In questa sede il presidente della Bce ha rilanciato l'allarme sul rischio di perdere di vista l'obiettivo di contenimento dell'inflazione e ha "bocciato" la posizione «insufficiente» assunta dai governi in merito alla necessità di un deciso rafforzamento del Patto di stabilità e crescita.
Trichet ha sottolineato come sia necessario attivare un efficace e tempestivo monitoraggio della competitività, cominciando dal costo unitario del lavoro, primo ma non unico indicatore da prendere in conto per valutarne l'andamento. Ed ha ricordato la posizione della Bce sulla riforma del Patto di stabilità, dove le sanzioni ai Paesi non virtuosi dovrebbero essere applicate automaticamente e senza eccezioni.( Fonte: www.gazzettadelsud.it/ Autore: Domenico Conti)