Bce, stretta monetaria già il prossimo aprile

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

L'euro vola verso quota 1,40 dollari spinto dal presidente della Banca centrale europea, Jean-Claude Trichet, che ha ventilato la possibilità di un rialzo dei tassi di interesse già ad aprile.

http://www.portalino.it/banks/euro/images/euro_geometric.jpgLa moneta europea è salita fino a 1,3970 dollari, sui massimi da circa quattro mesi, per poi chiudere sui mercati europei attorno a 1,3940 dollari (da 1,3866 degli ultimi scambi di mercoledì a New York). La valuta unica si è apprezzata sullo yen a 114,8 da 113,5 di ieri l'altro.

Ieri la Bce ha lasciato, come previsto, il costo del denaro fermo al minimo storico dell'1%, ma ha rivisto al rialzo le stime su crescita e inflazione. E il governatore Trichet ha parlato chiaramente di «possibilità» di un aumento dei tassi ad aprile pur precisando che una eventuale stretta non implicherebbe l'avvio di una «serie» di rialzi.

Il rally dei prezzi di petrolio e materie prime spinge Eurolandia a mettersi al riparo per tempo dal pericolo di fiammate inflazionistiche, con la Bce pronta a muoversi molto prima della Banca centrale americana per combattere preventivamente i temuti effetti di secondo livello.

La Fed, come ha detto questa settimana il presidente Ben Bernanke, ha invece intenzione di lasciare i tassi bassi ancora per un lungo periodo, in uno scenario di rialzo solo «temporaneo» dell'inflazione, in modo da sostenere l'economia e soprattutto aiutare la ripresa del mercato del lavoro. Anche il Fondo monetario internazionale ha confermato che per il momento la dinamica dell'inflazione negli Usa «non è preoccupante», mentre resta prioritario per l'economia americana raggiungere un livello di crescita sostenibile. Intanto, dai dati macro statunitensi sono arrivati segnali incoraggianti: l'andamento del comparto dei servizi ha evidenziato un deciso miglioramento a febbraio, con l'indice Ism balzato ai massimi da cinque anni a 59,7, e le domande di sussidio di disoccupazione sono diminuite a sorpresa di 20.000 unità la settimana scorsa, scendendo a quota 368.000. Ora l'attesa è per il tasso di disoccupazione Usa in calendario oggi, con gli economisti che prevedono un rialzo dal 9% al 9,1%, e la creazione di oltre 190.000 posti di lavoro. Dalla Grecia all'Irlanda al Portogallo, il segnale di un rialzo imminente dei tassi da parte della Bce aumenta i timori per l'uscita dalla crisi del debito e per le difficoltà crescenti che le banche incontreranno nel reperire liquidità. Se la Bce dovesse aumentare i tassi il prossimo mese, aumenteranno automaticamente i rendimenti sul debito di Paesi, come la Grecia e l'Irlanda, che già oggi riescono con difficoltà a sostenere il peso del proprio debito. L'Irlanda, per esempio, non nasconde le proprie difficoltà nel pagare un tasso di circa il 5,8% sui prestiti ricevuti dall'Unione europea e dal Fondo monetario internazionale. Dublino sta cercando di rinegoziare i termini del prestito per spuntare tassi meno onerosi. Nella lista c'è anche la Spagna, nonostante i buoni risultati dell'asta di titoli pubblici di ieri in cui ha collocato 3,8 miliardi di debito ma ha dovuto pagare 35 centesimi in più rispetto a un mese fa. Con i suoi problemi bancari, la Spagna è considerata a rischio se il contagio dovesse fare del Portogallo il prossimo beneficiario degli aiuti dopo Grecia e Irlanda. Un aumento dei tassi – gli operatori si aspettano un quarto di punto in più rispetto all'attuale 1% ma non è scontato che avvenga ad aprile – complicherebbe ulteriormente le cose.

Fra i Paesi che hanno da perdere da un aumento dei tassi figura anche l'Italia. Un quarto di punto in più sul costo del denaro, di regola, comporta un aggravio sugli interessi sul debito pubblico di oltre 3,5 miliardi l'anno, anche se il calcolo è approssimativo. ( Fonte: www.gazzettadelsud.it)

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