Bce, si sceglie il successore di Trichet

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

trichet-jean-claude-300x229Ore decisive per scegliere chi succederà a Jean-Claude Trichet sulla poltrona più importante della Bce. I nomi dei candidati saranno messi oggi pomeriggio sul tavolo dell'Eurogruppo. Ogni ministro dell'Eurozona farà il suo nome. L'impressione della vigilia è che verrà fuori una candidatura unica: quella del governatore di Bankitalia e presidente del Financial stability board, Mario Draghi, favoritissimo soprattutto dopo il sostanziale via libera espresso nei giorni scorsi dalla cancelliera tedesca, Angela Merkel. Caduti uno dopo l'altro tutti i nomi che potevano ostacolare la corsa di Draghi (in particolare quello dell'ex capo della Bundesbank, Axel Weber), per il governatore la strada da via Nazionale verso Francoforte sembra oramai spianata. Il consenso tra i 17 ministri dell'Eurozona si annuncia pressochè unanime. Anche se la decisione finale sul nuovo presidente della Bce – ascoltati i pareri del Consiglio direttivo dell'Eurotower e del Parlamento europeo – spetta ai capi di Stato e di governo, che si riuniranno a Bruxelles il 24 giugno.

Sicuramente più complessa si preannuncia la discussione sulla crisi dei debiti sovrani. Al tavolo, tra l'altro, non ci sarà il direttore generale dell'Fmi Dominique Strauss-Kahn, il cui arresto a New York è stato accolto con grande stupore a Bruxelles. Strauss-Kahn avrebbe dovuto affrontare con i ministri dell'Eurozona l'emergenza Grecia, per una prima valutazione sull'ipotesi di nuovi aiuti ad Atene da parte della Ue e dell'Fmi. Al suo posto, comunque, parteciperà alla riunione uno dei vicedirettori generali del Fondo, Nemat Shafik.

È possibile che alla fine dell'Eurogruppo esca una dichiarazione in cui i Paesi dell'euro si dicano pronti a intervenire di nuovo a sostegno della Grecia se ce ne fosse bisogno. Ed è possibile che si decida anche di allungare i tempi di rimborso dei prestiti concessi ad Atene. Ma sul tavolo – nonostante tutti lo neghino con forza – ci sarebbe anche l'ipotesi di una possibile ristrutturazione del debito greco. Ipotesi che difficilmente riuscirà a farsi strada nell'immediato, ma che tenta soprattutto i Paesi della moneta unica in cui parte dell'opinione pubblica comincia ad essere insofferente al salvataggio dei Paesi meno virtuosi.(n.m.)

( Fonte: www.gazzettadelsud.it)

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