Bce, Draghi ha la strada spianata verso la presidenza

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://www.ilfoglio.it/media/uploads/draghi_fuc.jpgMario Draghi è stato designato dall'Eurogruppo «come successore del presidente uscente della Bce Jean Claude Trichet». Lo ha annunciato ufficialmente il presidente dell'Eurogruppo Jean Claude Juncker al termine della riunione. «Draghi – ha detto Juncker – gode di una reputazione internazionale eccellente e come banchiere centrale ha dato prova di avere a cuore l'euro e l'Unione economica e monetaria».

La suspense, però, è durata fino all'ultimo. La situazione critica venutasi a creare ai vertici dell'Fmi – dopo il fulmine a ciel sereno dell'arresto del direttore generale dell'Fmi, Dominique Strauss-Kahn – ha alimentato molti rumor, tra cui quello di una possibile candidatura di Draghi alla guida dell'Fmi. Una vecchia idea che fino a qualche tempo fa girava soprattutto a Berlino, prima che la cancelliera Angela Merkel esprimesse il suo appoggio a Draghi per la Bce. Bankitalia ha comunque voluto mettere subito a tacere le voci: il governatore «non è assolutamente interessato» a prendere il posto di direttore generale del Fondo Monetario Internazionale, ha assicurato una portavoce di Palazzo Kock.

Ora che i ministri dell'Eurozona hanno indicato Draghi per la presidenza della Bce, ci sarà poco più di un mese prima del via libera definitivo da parte dei capi di Stato e di governo della Ue, che si riuniranno a Bruxelles il prossimo 24 giugno. Prima di quella data il presidente designato dovrà sottoporsi all'esame del Parlamento europeo, sia rispondendo a una serie di domande scritte degli eurodeputati, sia presentandosi in audizione davanti alla commissione affari economici e monetari. L'insediamento sulla poltrona più alta dell'Eurotower, a Francoforte, è previsto quindi per il prossimo primo novembre. Anche se nelle ultime settimane erano girate voci su un possibile anticipo del passaggio di testimone tra Trichet e il nuovo numero uno della Bce, con la motivazione di accorciare i tempi della transizione in un periodo di crisi come quella attuale.

All'arrivo di Draghi è legata la permanenza nel board della Bce di un altro italiano, Lorenzo Bini Smaghi. La consuetudine vuole che nel Comitato esecutivo della banca centrale non ci siano due o più membri della stessa nazionalità. Bini Smaghi – il cui nome compare anche nella rosa di nomi dei possibili successori di Draghi alla Banca d'Italia – per il momento ha ribadito come il suo mandato «scade nel 2013, e ho in programma di continuare».

Intanto, la Ue si interroga anche su un'altra successione: quella a Dominique Strauss-Kahn alla guida dell'Fmi. Si vuole che il direttore generale resti un europeo, rispettando la tradizionale suddivisione: all'Europa l'Fmi, agli Usa la Banca Mondiale. «È giusto che sia così, visto che l'Europa è il principale contributore del Fondo», ha detto il ministro delle finanze belga, Didier Reynders. I nomi europei finora più gettonati sono stati quello del britannico Peter Mandelson, ex ministro del commercio internazionale ed ex commissario Ue, quello della ministra delle finanze francese, Christine Lagarde e quello dell'ex governatore della Bundesbank Axel Weber. Tra i vari rumor anche uno che riguarda l'ex premier inglese Gordon Brown.

Intanto inizia la corsa per definire il successore di Draghi nella carica di governatore della Banca d'Italia. Cresciute mano a mano che le quotazioni di Draghi prendevano quota, le voci sui possibili candidati si sono fatte sempre più insistenti. Allo stato attuale così i nomi "esterni" che circolano sono quelli dell'attuale direttore generale del Tesoro Vittorio Grilli, del componente del board della Bce Lorenzo Bini Smaghi che, con ogni probabilità, dovrà lasciare il suo incarico a Francoforte all'arrivo di Draghi e di Mario Monti. Quest'ultimo però di recente ha dichiarato di non essere né candidato né disponibile per tale incarico.(u.c.)

( Fonte: www.gazzettadelsud.it)

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