Basilea, previsto un “deterrente” all'espansione delle banche
Il Comitato di Basilea è nel pieno dei lavori e si deve ancora esprimere ufficialmente su quali saranno le regole che governeranno la finanza globale per i prossimi anni. Ma si rincorrono le voci, rigorosamente anonime: e stamattina l'agenzia Bloomberg ipotizza che venga adottato un “deterrente” specifico per quelle grandi banche che, nonostante le pressioni dei regolatori, continuano ad espandersi.
Come al solito gli “osservati speciali” sono gli istituti finanziari di importanza sistemica: quelli che, come ha insegnato la crisi, con il loro tracollo potrebbero porre a rischio la stabilità dell'intero comparto finanziario. Non ne è ancora stata stilata una vera e propria lista: ma i regolatori riuniti in Svizzera stanno mettendo a punto una serie di indicatori che dovrebbero identificare un numero di “too big to fail” compreso fra 15 e 26.
Per ora le bozze che circolano in previsione della riunione della prossima settimana ipotizzano una serie di requisiti di capitale ai quali le banche dovrebbero adeguarsi “a scalare”, a seconda delle loro dimensioni. Allo stato attuale, il cuscinetto di capitale aggiuntivo più elevato è pari al 3%, che si andrebbe ad aggiungere al Tier-1 ratio del 7% al quale dovrebbero sottostare tutte le banche, indipendentemente dalle loro dimensioni. Ma – è questa la novità – uno 0,5% aggiuntivo potrebbe essere applicato come deterrente solo in caso l'istituto voglia espandersi. Gli analisti, in realtà, sono scettici: a detta loro non sarà certo un mezzo punto percentuale in più a scoraggiare le fusioni, che già sono soggette a una supervisione molto rigida.
Intanto i regolatori dovranno raggiungere un accordo anche sulla natura di questo requisito aggiuntivo. Potrebbe essere composto soltanto da common equities oppure dai cosiddetti Coco bond, obbligazioni ibride che offrono rendimenti molto alti (anche vicini al 10%) ma che si convertono in azioni ordinarie quando il capitale della banca scende sotto un determinato livello. ( Fonte: www.valori.it)