Bankitalia: lavorare da settembre per definire ta manovra correttiva

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

L'Italia deve concentrare gli sforzi sul contenimento della spesa per centrare gli obiettivi di pareggio di bilancio nel 2014 previsti dal Def, obiettivi che «sono ambiziosi», mentre «misure concrete» per il biennio, come chiedono le nuove regole di bilancio, devono essere definite già a settembre.

Il vicedirettore generale della Banca d'Italia Ignazio Visco nel corso dell'audizione alle commissioni riunite di Senato e Camera per l'analisi del Def ribadisce come la stima di 35 miliardi per la correzione nel biennio «non l'ha inventata la Banca d'Italia» ma è contenuta nel documento stesso governativo (che parla del 2,3% del Pil nel 2013-2104) ed è «giusta e prudente». Una stima che la Corte dei Conti peraltro eleva a poco meno di 40 miliardi di euro.

«Al netto degli effetti del ciclo e delle una tantum – ricorda Visco a chi gli chiede delle indicazioni fornite ieri da Tremonti – l'aggiustamento strutturale richiesto dall'Europa è pari almeno allo 0,5% per quest'anno» e sale allo 0,8% per i due successivi visto che il nostro è un paese con alto debito. La Corte dei Conti, dal canto suo, si dice perplessa dell'ipotesi di una manovra correttiva.

Visco esorta poi a fare presto le riforme strutturali per il rilancio della crescita e ammonisce come il rinvio del riequilibrio dei conti può essere elevato data l'incertezza dei mercati. Con una forte lotta all'evasione inoltre potrebbero aprirsi spazi per una riduzione delle aliquote.

E l'Istat, per bocca del presidente Enrico Giovannini esorta a fare di più sul fronte della crescita che attualmente viaggia «a una velocità troppo bassa per contribuire significativamente al riassorbimento dell'offerta di lavoro inutilizzata e al consolidamento della finanza pubblica».

Una crescita maggiore è anche una delle necessità indicate dalla Corte dei Conti e dalla Banca d'Italia che va accelerata, realizzando senza indugio le riforme strutturali necessarie. Per la Corte dei Conti «le riforme fin qui attuate» non sono sufficienti per arrivare alla soglia di crescita del Pil del 2%, necessaria per conciliare il calo dell'indebitamento e del debito pubblico. Via Nazionale approva le stime macro contenute nel Def, giudicate «ragionevoli e prudenti», mentre i saldi del 2010 vanno bene. Tornando sul consolidamento dei conti, nei prossimi anni, ragiona Visco, «i paesi che hanno il debito più alto in qualche modo è probabile che debbano mostrare una maggiore capacità di discesa del debito, soprattutto all'inizio». ( Fonte: www.gazzettadelsud.it)

Autore: Andrea D'Ortenzio

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