" BancoPosta tassa anche le perdite finanziarie" di Giancarlo Marcotti

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://www.finanzainchiaro.it/public/bancoposta.jpgNello scorso agosto scrissi e pubblicai un articolo dall’accattivante titolo “Ministro Tremonti: ecco un’idea geniale per ripianare il nostro debito pubblico”.

 

Occorre ricordare il momento in cui nasceva il “pezzo”, le Borse internazionali avevano imboccato la strada della discesa a rotta di collo, ed il nostro ex superministro dell’economia era, come sempre, a caccia di fondi per cercare di rimpinguare le misere casse dello Stato.

 

In quell’ottica da più parti, ed in particolare dall’opposizione di sinistra, si levava forte la richiesta di aumentare la tassazione delle rendite finanziarie, la proposta, proprio per il momento dei mercati, a me sembrava esilarante.

 

La mia tesi era facilmente riscontrabile, di rendite finanziarie in mercati che erano in discesa senza freni, sia sul versante azionario che su quello obbligazionario, non se ne vedeva neppure l’ombra, quindi potevano portare anche le aliquote al 100%, ma il 100% di zero fa sempre zero, per cui da quel versante non avrebbero incassato un centesimo. Di conseguenza l’aumento della tassazione sulle rendite finanziarie non avrebbe portato alcun beneficio alle casse dello Stato.

 

Perciò ebbi l’idea, ovviamente ironica e sarcastica, di proporre al ministro Tremonti che, se davvero voleva rimpinguare le finanze pubbliche, sarebbe stato più opportuno tassare le perdite finanziarie.

 

In quel momento in cui pubblicai quell’articolo, mai e poi mai avrei pensato che ci potesse essere qualcuno che prendesse sul serio quella che, per me, era solo una provocazione.

 

Ebbene, la vita ti porta anche le sorprese più impensabili, non solo qualcuno ha preso sul serio il mio ironico suggerimento, ma, a mia insaputa, lo aveva già fatto, ancor prima che io lo suggerissi, solo che non lo aveva ancora reso pubblico.

 

E chi è stato questo “genio” che è riuscito ad arrivare a tanto?

 

Ma BancoPosta, naturalmente!

 

Ora voi mi chiederete come possa essere possibile tassare delle perdite.

 

Ebbene i signori di BancoPosta hanno trovato la soluzione: basta dire al proprio correntista che invece di aver perso il 74%, ha guadagnato il 1350%. Una trovata geniale!

 

Certo perché il cliente pagherà pure delle imposte che non deve, ma sai la soddisfazione di aver fatto un’operazione finanziaria che in pochi giorni gli ha fatto guadagnare il 1350% (proprio milletrecentocinquanta percento!), non gli capiterai mai più nella vita.

 

Ma BancoPosta non aveva fatto i conti con una persona, una persona proprio tosta (ma sarà mica un napoletano?!?), una di quelle mai contente, una di quelle che se gli dici che in pochi giorni ha guadagnato il 1350% … non ci crede.

 

E ti telefona (decine di volte) ti scrive (altre decine di volte) per dire cosa? Per dire che lui ha perso il 74% non ha guadagnato il 1350%, e quindi non può essere addebitato di 61,26 euro per una ritenuta fiscale su proventi (il cosiddetto capital gain) che egli non ha mai avuto.

 

Mi scusi sa Sig. Ciro (si chiama Ciro Angora questa persona) ma lei è proprio incontentabile! Cosa dovevamo dirle, noi di BancoPosta, affinché lei non protestasse per l’addebito che si è trovato sul conto, che aveva guadagnato il 10000%?!?

 

Perché se è così, la prossima volta le diciamo pure questo, se vuole, sa noi ci mettiamo un attimo: dividiamo ancora il prezzo di carico dei diritti per 100 e così quando li vende lei avrà una performance che farà impallidire perfino Warren Buffett.

 

Ok terminiamo questo articolo, ma avvertiamo, non i nostri lettori, bensì tutti i vari Responsabili di BancoPosta che era ironico, non sono ironici, invece, i 61,26 euro che il Sig. Ciro Angora si è visto addebitare “indebitamente” sul proprio conto corrente, per questo forse sarebbe bene che oltre ad essere “debitamente” risarcito ricevesse anche le vostre scuse per tutte le seccature che ha dovuto subire causa il vostro perlomeno discutibile comportamento.

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