Bancomat: pagamenti obbligati per tutti dal 2014?

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://www.6sicuro.it/wp-content/uploads/2012/11/bancomat.jpgGli italiani sono abituati a usare il denaro contante il 50% in più rispetto agli altri paesi europei, quindi quando si parla di pagamenti elettronici c’è sempre la difficoltà di giungere a una conclusione concreta nel breve periodo. È successo di nuovo con l’obbligo di accettare il pagamento elettronico per somme superiori ai 50€. La proposta avanzata dal Governo Monti, che sarebbe dovuta entrate in vigore dal 1 gennaio 2013, aveva suscitato non poche polemiche sia da parte dei consumatori che dei negozianti. Un sistema che non solo avrebbe semplificato i rapporti commerciali, dando un’ulteriore possibilità di pagare il bene, ma avrebbe aumentato la tracciabilità dei capitali dando un duro colpo all’evasione fiscale. Il Governo frena la proposta, rimandando tutto al 2014 con il decreto sviluppo 2012 parte II.

Le cose vengono rimandate, ma cambiano un pochino. Viene concesso più tempo ai commercianti per potersi adeguare alla normativa, ma non si parla più di soglia minima per effettuare un pagamento con moneta elettronica. Con l’approvazione dell’esecutivo emergerebbe la possibilità di effettuare un pagamento, sia di un bene che di un servizio, con bancomat o carta di credito senza nessuna soglia minima per quanto riguarda la somma di denaro. Altra novità è quella che questo tipo di pagamento coinvolgerebbe tutti i professionisti, quindi sarà possibile pagare con bancomat anche commercialisti, notai, avvocati, ecc. Prima che tutto ciò diventi “reale” i tecnici ministeriali dovranno fornire dei chiarimenti attraverso un decreto, che a sua volta dovrà essere approvato dopo aver sentito il parere della Banca D’Italia.

  • Quali sono i vantaggi del pagare con moneta digitale?

Ogni sistema ha i suoi vantaggi e svantaggi. Quest’ultimi essenzialmente provengono dal fatto che non siamo abituati a servirci di una nuova modalità di pagamento. Dovremmo familiarizzare con i dispositivi, con le carte, comprendere quale circuito sia più opportuno, quanto costano e soprattutto come monitorare le uscite. Tutto ciò richiede una maggiore attenzione, ma non troppa in più a quella posta per il sistema dei contanti. I vantaggi si avranno sia a livello personale che collettivo. Non dovremmo preoccuparci di quanti soldi avere con se e allo stesso tempo non rischieremo più di essere vittime di furti, potremmo acquistare beni e servizi non preventivati (punto a favore dei negozianti), si ridurrebbe la circolazione di banconote contraffatte e per le aziende sarebbe molto più comodo monitorare i pagamenti.

  • Allora perché non “si parte”?

Il primo vincolo è dettato dal fattore età media della popolazione. La maggior parte degli italiani conosce e utilizza il sistema classico, i pochi che conoscono la moneta elettronica temono di non saperla usare o che si possa essere “derubati”. Non c’è una vera e propria educazione al mezzo, nemmeno per i più giovani. La voglia di non legarsi a una banca, visto che un carta di credito viene rilasciata solo con sottoscrizione di un conto corrente (spesso a pagamento). Il limite più grande, in modo particolare per i negozianti, sono le commissioni bancarie previste per le transazioni (variano per ogni circuito) a cui si aggiunge il canone di abbonamento per i POS.

La moneta elettronica sta “rubando” mercato a quella classica. È un passaggio inevitabile che tutti siamo chiamati a fare, per non restare fuori da un mercato sempre più globale o semplicemente per poter continuare a fare la spesa sotto casa.

Fonte: www.6sicuro.it

Autore: Francesco Del Franco

Social media specialist, community manager, consumatore di cultura audio-video-testuale. Vede la comunicazione in ogni prodotto, parola, gesto e gli piace osservare e scrivere di quelle accezioni sempre un po’ nascoste.

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