Banche Usa, sono sempre di più gli “insider” delle autorità di controllo
I dipendenti dei colossi finanziari, si legge stamattina sul Wall Street Journal, devono iniziare a stare attenti a quello che dicono. È sempre più facile, infatti, che si ritrovino a lavorare fianco a fianco con i membri delle autorità di controllo.
«Poliziotti che fanno la ronda» li definisce Steven Manzari, supervisore degli “insider” della Federal Reserve. E, in effetti, il meccanismo è molto simile. La banca centrale americana e l'Office of the Comptroller of the Currency stanno inviando sempre più personale “sul campo”: vale a dire dentro le sedi delle società finanziarie che hanno il compito di monitorare. Oltre agli incontri con i CEO (solitamente uno al mese), sono innumerevoli le occasioni informali che permettono loro di avere un accesso «senza precedenti» alle linee di condotta adottate a Wall Street.
La Fed ha dichiarato che il suo numero di regolatori “sul campo” è salito a 1.948: un +40% dal 2006. Quelli dell'OCC sono circa 500 ed è in programma un aumento graduale del 10%. Di norma è prevista una rotazione al massimo ogni cinque anni, in modo da mantenere una certa distanza, evitando che i regolatori si inseriscano troppo in profondità nella società in cui lavorano.
Senza dubbio questo super-lavoro per le autorità di controllo è una delle tante conseguenze della crisi, che ha gettato pesanti ombre sull'efficacia del loro operato. E senza dubbio le grandi banche, sopravvissute al dissesto della finanza globale grazie anche agli aiuti statali, ora devono «ricambiare»: e quindi non possono che accettare questa convivenza che non si prospetta facile. ( Fonte: www.valori.it)