Banche, in arrivo la scure di Moody's?
Nel corso di questo mese Moody's Investors Service ha in programma di iniziare una serie di downgrades che coinvolgeranno oltre un centinaio di banche. Tale manovra – spiega l'agenzia Bloomberg – è già stata anticipata negli scorsi mesi.
Già a gennaio Moody's aveva annunciato una revisione del rating delle banche e delle società europee, come conseguenza della crisi del debito sovrano, del rallentamento della crescita economica e dell'impatto di Basilea III. Stando alle dichiarazioni diffuse a febbraio dall'agenzia stessa, BNP Paribas, Deutsche Bank e Morgan Stanley sono fra gli istituti che rischiano un downgrade ai loro minimi storici. Per UBS, Credit Suisse e Banco Bilbao Vizcaya Argenaria il rating potrebbe scendere addirittura di tre gradini. Per JPMorgan Chase, Goldman Sachs e HSBC, di due. La scure di Moody's dovrebbe calare innanzitutto sulle banche italiane, per poi passare a Spagna, Austria, Svezia, Norvegia, Regno Unito e Germania. Per i colossi statunitensi bisognerà aspettare almeno fino a giugno. Ma i declassamenti potrebbero essere attenuati in presenza di risultati trimestrali migliori del previsto. Nel primo trimestre di quest'anno, ad esempio, JPMorgan, Goldman Sachs, Deutsche Bank, RBS e BNP Paribas hanno superato le attese degli analisti.
Già l'anno scorso erano intervenuti gli altri due giganti del rating, Standard & Poor's e Fitch. Ma, su tali decisioni, infuriano le polemiche. In un contesto economico e finanziario già difficile come quello attuale, i downgrade rischiano di avere un pesante impatto sulle banche stesse. Queste ultime infatti si troverebbero ulteriormente in difficoltà nel finanziarsi: e, come reazione, potrebbero trovarsi costrette a operare una nuova stretta ai prestiti. Che ostacolerebbe ancora di più la crescita economica. Il credit crunch, d'altronde, è una prospettiva già molto vicina, soprattutto in Europa. Anche dopo i mille miliardi di euro concessi dalla Banca centrale europea a un tasso d'interesse pari solo all'1%, i prestiti a società non finanziarie nell'area euro sono scesi dello 0,17% in aprile. Proprio mentre i governi del Vecchio Continente – alle prese con la crisi debitoria dell'area euro – sono obbligati a pesanti tagli alla spesa pubblica. ( Fonte: www.valori.it)