Banche europee: 72 mila licenziamenti dell’inizio dell’anno
L’ultima in ordine di tempo è la scandinava Nordea. L’istituto di credito, la cui sede centrale è nella capitale svedese Stoccolma, ha annunciato la soppressione di 2 mila posti di lavoro, ossia il 6% della forza lavoro complessivamente impiegata presso i suoi uffici. Si tratterà di un’operazione che coinvolgerà la Danimarca, la Finlandia e la Norvegia, oltre alla stessa Svezia. «La crescita dei costi imposta dai regolatori a livello globale costringe tutte le banche ad effettuare dei cambiamenti. Noi contiamo comunque di mantenerci tra i principali istituti di credito europei», ha spiegato la banca in un comunicato.
La notizia arriva a soli due giorni dall’annuncio di un altro importante istituto europeo, l’olandese ABN Amro, che ha fatto sapere di aver pianificato il licenziamento di 2.350 dipendenti, pari al 9% del totale dei dipendenti: tagli che saranno effettuati entro i prossimi 4 anni e che riguardano, per la maggior parte, il back-office elettronico e il settore retail.
Complessivamente, riferisce il quotidiano francese La Tribune, i nuovi licenziamenti portano il totale dei posti di lavoro persi nel settore bancario a livello europeo ad oltre 72 mila dall’inizio dell’anno. Segno che il sistema ancora non ha trovato la stabilità necessaria per fermare l’emorragia occupazionale che è in atto ormai da anni. L’edizione online del giornale transalpino pubblica la seguente tabella riassuntiva dei tagli:
Regno Unito
HSBC 30 mila posti (10% del totale)
Lloyds Banking Group 15 mila (14%)
Barclays 3 mila (2%)
Svizzera
UBS: 3 mila (5,4%)
Credit Suisse 2 mila (4%)
Germania
Commerzbank 7 mila (11%)
HSH Nordbank 900 (30%)
Spagna
Bankia 2.900 (10%)
Italia
Intesa Sanpaolo 4 mila (5%)
Paesi Bassi
ABN Amro 2.350 (9%)
Svezia
Nordea 2 mila (6%)
( Fonte: www.valori.it)