" Aumenti di capitale a pagamento: come calcolare la performance di un titolo azionario. Un esempio pratico." di Giancarlo Marcotti

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

FotoSketcher - giancarlomarcotti-copia-1Avendo avuto il coraggio di fondare un sito internet e denominarlo Finanza In Chiaro mi sono anche assunto l'onere di non lasciare ai miei lettori alcun dubbio sulla comprensione dei miei articoli.

 

Per questo motivo, mi corre l'obbligo, seguendo il consiglio giuntomi dai lettori, di specificare tramite un esempio pratico, il mio articolo pubblicato lo scorso 15 febbraio, dal titolo “Aumenti di capitale a pagamento: come calcolare la performance di un titolo azionario”.

 

Passo quindi ad un esempio pratico, utilizzando, per l’occasione, l’aumento di capitale che ha recentemente interessato il Banco Popolare.

 

Il Sig. Rossi, in fase di asta di chiusura, il giorno 30 dicembre 2010, ha acquistato 1.000 azioni Banco Popolare. Dato che il prezzo di chiusura è risultato 3,39 euro egli ha investito 3.390 euro (non conteggiamo le commissioni di acquisto per non complicare inutilmente i calcoli).

Il nostro Sig. Rossi in data 17 gennaio si è visto attribuire sul proprio dossier titoli 1.000 diritti che gli avrebbero permesso di acquistare 1.400 (1.000/5*7) azioni del Banco Popolare al prezzo di 1,77 euro l'una.

 

Ora il nostro Sig. Rossi decide di aderire all'operazione di aumento di capitale, quindi spende altri 2.478 euro (1.400*1,77) diventando così intestatario di complessive 2.400 azioni del Banco Popolare ed avendo investito in totale 5.868 euro (3.390+2.478).

 

Il Sig. Rossi infine vende tutte le azioni in suo possesso nell’asta di chiusura del giorno 18 febbraio al prezzo di 2,71 euro, incassando quindi in totale 6.504 euro (2.400*2,71).

Il nostro Sig. Rossi ha così avuto un guadagno complessivo di 636 euro (6.504-5.868) pari all’10,84% (636/5.868*100).

 

Il Sig. Bianchi, analogamente al Sig. Rossi, nell’asta di chiusura del giorno 30 dicembre 2010 ha acquistato 1.000 azioni Banco Popolare investendo 3.390 euro, quindi, in data 17 gennaio, si è visto attribuire 1.000 diritti.

 

Contrariamente al Sig. Rossi, però, lo stesso giorno dell’attribuzione il Sig. Bianchi ha immediatamente venduto i diritti al prezzo di 0,76 euro, incassando così un totale di 760 euro.

 

Infine il sig. Bianchi vende tutte le azioni in suo possesso (sempre 1.000) nell’asta di chiusura del giorno 18 febbraio al prezzo di 2,71 euro, incassando 2.710 euro, e quindi in totale 3.470 euro (2.710 + 760).

Il nostro Sig. Bianchi ha così avuto un guadagno complessivo di 80 euro (3.470-3.390) pari al 2,36% (80/3.390*100).

 

Ed ancora il Sig. Verdi, anche lui, in data 30 dicembre 2010 ha acquistato sempre in asta di chiusura 1.000 azioni del Banco Popolare investendo 3.390 euro. Anche lui ha deciso di vendere i diritti ma nell’ultimo giorno di negoziazione (il 4 febbraio) in asta di apertura quindi a 1,15 euro, incassando così da questa vendita 1.150 euro.

 

Infine, il Sig. Verdi vende le sue 1.000 azioni nell’asta di chiusura del giorno 18 febbraio al solito prezzo di 2,71 euro incassando 2.710 euro ai quali vanno aggiunti i 1.150 euro derivanti dalla vendita dei diritti e quindi in totale 3.860 euro.

Il nostro sig. Verdi ha così avuto un guadagno dall’operazione di 470 euro (3.860-3.390), pari al 13,86% (470/3.390*100).

 

ATTENZIONE ORA: so perfettamente che la performance del Sig. Rossi deriva da un investimento di 3.390 euro della durata di 49 giorni e un successivo investimento di 2.478 euro che dura solo pochissimi giorni e nel calcolo della performance complessiva si dovrebbe tener conto di ciò, ma non è questo in discussione, ciò che conta è che il Sig. Rossi ha avuto una plusvalenza di 636 euro, il Sig. Bianchi di 80 euro e il Sig. Verdi di 470 euro e su queste cifre essi pagheranno il capital gain!

 

Le performances da loro ottenute sono banalmente calcolabili e soprattutto oggettivamente rilevabili.

 

Siamo ora arrivati al nocciolo della questione perché c’è un altro personaggio che entra in questa storia è il Dr. Giancarlo Marcotti che in data 19 febbraio deve completare la sua tabella che riassume le performance settimanali e da inizio anno dei titoli componenti il nostro indice principale.

 

Quindi si trova a dover calcolare anche il rendimento finanziario del Banco Popolare dal 30 dicembre 2010 al 18 febbraio 2011.

 

Quale performance dovrà riportare? Quella del Sig. Rossi? Quella del Sig. Bianchi? Quella del Sig. Verdi? Ovviamente nessuna delle tre!

 

Quelle tre performances, infatti, sono reali e corrette, ma determinate da scelte soggettive, mentre il Dr. Marcotti deve riportare un dato oggettivo!!!

 

Quindi agisce in questo modo.

 

Immediatamente dopo la chiusura dell’ultima seduta di Borsa antecedente alla data di inizio dell’operazione di aumento di capitale (e quindi nella serata del 14 gennaio), la società addetta ai calcoli, in questo caso Borsa Italiana scinde il prezzo ufficiale del titolo in due, una parte riguarda sempre l’azione vera e propria, mentre l’altra è associata al diritto attribuito.

 

La quota relativa all’azione vera e propria diventa quindi un fattore di conversione, assumendo la denominazione di fattore k, e viene esplicitato fino alla sesta cifra decimale.

 

Il calcolo viene effettuato a partire dal prezzo ufficiale e non contempla la totalità delle azioni emesse dalla società, bensì solo quelle assoggettate all’operazione di aumento di capitale, quindi se la stessa società detiene azioni proprie queste non rientreranno nel calcolo del fattore k. Quasi sempre per questo motivo spesso si riscontrano minime differenze rispetto ad un semplice calcolo di conversione.

 

Detto questo Borsa italiana ha comunicato ufficialmente il fattore di conversione che è risultato essere 0,724986 quindi il prezzo di riferimento del titolo del giorno 14 gennaio, che era stato 3,33 euro, viene ricalcolato (con l’arrotondamento al millesimo superiore) a 2,415 euro (3,33*0,724986).

 

Analogamente il prezzo di riferimento al 30 dicembre 2010 viene ricalcolato (sempre con arrotondamento al millesimo superiore) a 2,458 euro (3,39*0,724986).

 

Ne consegue che il rendimento del titolo Banco Popolare, per l’anno in corso, alla data del 18 febbraio risulta +10,25% [(2,71-2,458)/2,458*100].

 

Ribadiamo, per concludere, che questo +10,25% è un rendimento teorico del titolo, i vari investitori, invece avranno avuto performances diverse a seconda delle scelte fatte rispetto all’offerta di aumento di capitale.

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