Arriva marzo... Senza un euro. Anticipazioni del numero di marzo della rivista " Valori"
Esce Valori di febbraio-marzo con un dossier che da tempo rimuginavamo:"Senza un euro" affronta "L’altra faccia della moneta unica" e le difficoltà di un'unione monetaria che avrebbe bisogno di una altrettanto forte unione politica, e non solo. In questo numero scacciamo dalla mente i luoghi comuni per raccontarvi "La solitudine della banca centrale europea" e la concretezza di una strada diversa da percorrere, "La terza via: accanto all’euro le monete complementari". Questo e molto altro nel dossier di copertina, a cominciare da un'analisi dei rischi di crack, in caso di scelte che puntano soprattutto sulla demagogia.
Ma nel giornale in uscita c'è anche spazio per la finanza etica e la denuncia dell'usura. Non quella della criminalità organizzata ma quella perpetrata da "I cravattari con i colletti bianchi", che lavorano rispettabilmente per le banche in Italia. E poi, l'arrivo della Tobin Tax cinese. Pubblichiamo inoltre il bilancio dell'impatto economico e sociale di 15 anni di Banca etica, 15 anni che hanno mostrato una finanza alternativa, capace di promuovere sviluppo e tutela del tessuto sociale e dell'ambiente.
La mappa sui "numeridellaterra" potrà spaventarvi con la panoramica sul debito pubblico nel mondo, ma vi confortiamo con un po' di sana economia solidale "resistente": le 100 Ong che si battono perché a decidere non sia una "Giustizia privata. Se la libertà delle imprese vince sull’interesse comune" è infatti un danno per le politiche ambientali e di tutela della salute pubblica. E, proprio mentre due colossi di Big Pharma venivano sanzionati pesantemente dall'Antitrust italiano, Valori esamina il rapporto tra "Pazienti e farmaci: quei quattro miliardi (quasi) sprecati" fanno infatti davvero male. Il made in Italy della scarpa, nel frattempo, soffre l'impatto della crisi: continuano però a sopravvivere le realtà che mettono a frutto l'etica e l'eccellenza.
E come sempre chiudiamo con uno sguardo internazionale, col luccichio che "Tutti i diamanti del presidente" spandono sul regime dello Zimbabwe, accolto con deferenza nei salotti buoni delle grandi democrazie mondiali. Mentre la moda, che pure sfavilla, cerca nuove frontiere per delocalizzare, proprio in Africa: "H&M, il capitalismo prêt-à-porter" lo porta in passerella dall'Etiopia. Proprio questo Paese africano è al centro delle attenzioni internazionali: anche l'espansionismo cinese l'ha scelto come meta per il suo "shopping".
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Fonte: www.valori.it
Redazione @ redazione@valori.it
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