Arenaways fallita: le reazioni e i commenti ( forse tardivi)

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://www.ilpiccolo.net/tmp_images/c790f052615c4c3784205f623a072b0b_347.jpgÈ l’ora degli interventi. Basta qualche titolo “forte” sugli organi di informazione ed ecco che le istituzioni e il mondo della politica (tutta, da destra a sinistra) si accorge del problema. Ma ancora una volta avviene quando i margini per risolverlo sono quasi nulli. È accaduto anche per il fallimento di Arenaways, società ferroviaria privata con sede operativa ad Alessandria e legale a Torino. Giuseppe Arena, amministratore delegato, non demorde e annuncia di avere l’opportunità di intercettare una cordata di imprenditori pronti a rilevare la società. Ma prima è necessario che sia concesso l’esercizio provvisorio rispetto al quale il Tribunale di Torino, che ha dichiarato fallita Arenaways da agosto, potrebbe decidere entro oggi per consentire lo svolgimento dei “treni del mare” e dei convogli con auto al seguito che collegano Germania e Olanda (Autozug e Autoslaap rappresentano il 50 per cento del fatturato di Arenaways). Le speranze sono però ridotte al lumicino e per i dipendenti (una settantina nel complesso con una età media di 35 anni) è pronto a essere avviato l’iter per la richiesta di cassa integrazione. Il curatore fallimentare è il commercialista torinese Leonardo Marta. «Bisogna vedere se c’è qualcuno interessato a rilevare l’azienda » afferma Marta. In questo caso verrebbe richiesto l’esercizio provvisorio che consentirebbe ad Arenaways di restare in vita. La scorsa settimana sono stati i soci di minoranza della società (Vincenzo Pellegrino, Andrea Francone e Claudio Sguazzini) a voler portare i libri contabili in Tribunale. La crisi con perdite milionarie è dovuta alla difficile lotta quotidiana di Arenaways contro Fs, monopolista di fatto che attraverso le decisioni prese dalle società del gruppo (Mauro Moretti è l’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato) ha concesso solo orari difficili e negato la possibilità delle fermate intermedie sulla Torino - Milano. Nei giorni scorsi lo stesso Giuseppe Arena ha parlato dell’esistenza di crediti per 1,5 milioni, ribadendo che l’azienda «ha soldi in cassa, ha sempre pagato gli stipendi ed è titolare di licenze e accordi internazionali per proseguire».

I silenzi e le reazioni

In attesa di conoscere gli ultimi sviluppi, non resta che registrare le reazioni locali. Che accanto alle critiche alla mancata liberalizzazione del servizio ferroviario, all’atteggiamento della Regione Piemonte e alle politiche del Gruppo Fs, dimenticano però che Giuseppe Arena non è arrivato ad Alessandria solo da qualche mese, bensì è stato protagonista (solitario e dimenticato) di un’altra esperienza. Ha fondato Rail Italy, società per il trasporto ferroviario turistico di passeggeri. Nel 2003 ha dato vita a “Strade Ferrate del Mediterraneo” (Sfm) per il servizio merci. Poi Arena ha ceduto quasi tutte le quote alla tedesca Deutsche Bahn (Db), assumendo la carica di amministratore delegato della società Railion che diventa uno dei maggiori operatori di trasporto merci nel Nord Italia. Dopo la fusione fra Railion e Ferrovie Nord Milano, Arena lascia l’azienda per dare vita ad Arenaways. Intanto, anche a causa del taglio dei servizi e la cancellazione delle attività nello smistamento ferroviario, la Db Schenker Rail, ex Railion, lascia Alessandria lasciando senza lavoro un centinaio di dipendenti. Il tutto nel più totale silenzio del capoluogo e di tutti gli amministratori. A ogni livello.

Paolo Filippi e Maria Rita Rossa

Paolo Filippi e Maria Rita Rossa, presidente e vicepresidente della Provincia: «Alessandria rischia di diventare teatro di una grottesca vicenda. Per quanto ci compete, come amministrazione provinciale, faremo quanto sarà nelle nostre possibilità perché l’esperienza di Arenaways e dei servizi che essa svolge sul territorio possa proseguire. Ma certo potremo fare poco, se non avremo al nostro fianco anche le altre istituzioni del territorio: il Comune e la Regione. Quest’ultima chiamata a correggere l’impostazione sbagliata e filo-monopolistica sin qui tenuta».

Pino Doglio

Pino Doglio (Comitato Parise per Alessandria): «Arenaways è l’ennesimo caso che manifesta la vera volontà politica di chi governa da 15 anni Stato, Regioni, Province e Comuni: privatizzare, esternalizzare, dismettere in nome della sostenibilità economica a discapito di cittadini e lavoratori, è pratica diffusa».

Gianni Vignuolo

Gianni Vignuolo, coordinatore Api (Alleanza per l’Italia): «Ho l’impressione che il capo del governo sia liberale quando si tratta di tutelare le sue imprese. Ho l’impressione che al governatore della Regione sfugga che il Piemonte non è solo Torino o Novara, ma anche Alessandria. Ho l’impressione che il presidente della Provincia sia un po’ assente su questa vicenda, visto che riguarda la sua provincia. Anche il sindaco di Alessandria e gli altri sindaci dei centri zona dovrebbero battere un colpo per farsi sentire. Non si sono fatti sentire nemmeno i sindacati di categoria, forse troppo impegnati a difendere i lavoratori dell’impresa di Stato. Posso fare davvero poco per Arenaways e i dipendenti e mi dispiace molto. Mi resta solo la forza di indignarmi di fronte a queste sopraffazioni dello Stato e degli enti locali».

Aldo Rovito e Claudio Prigione

Claudio Prigione e Aldo Rovito, consiglieri comunali de La Destra, hanno presentato una interpellanza al sindaco di Alessandria: «Non sono a rischio solo i 70 posti di lavoro, ma anche possibilità di sviluppo per il settore turistico - alberghiero di Alessandria e della provincia. Occorre intervenire urgentemente sui governi nazionale e regionale per fermare l’ostruzionismo di Fs».

Antonello Zito

Antonello Zito, componente del coordinamento provinciale Fli Alessandria e responsabile provinciale Fli giovani: «Arenaways potrebbe, secondo me, essere una risposta a quelle tante domande che arrivano dai comitati di pendolari che via via si sono creati, perché sono i pendolari stessi a chiedere una maggior efficienza e un servizio più decoroso che solo la libera concorrenza potrebbe portare».

Corrado Parise

Corrado Parise, candidato alle primarie del centrosinistra: «La difesa dell’azienda e del servizio Arenaways appare una priorità per chi tiene al ruolo di Alessandria. Certo, aiuterebbe che la stessa azienda utilizzasse la sua ‘alessandrinità’ e si rendesse disponibile a chiarire direttamente agli alessandrini i termini della vicenda, dando loro modo di esercitare a ragion veduta e non solo in base alle notizie di stampa, tutte le pressioni dovute con la Regione riguardo alla questione delle “fermate intermedie”».

Daniele Borioli

Daniele Borioli, segretario provinciale del Pd: «La vicenda di Arenaways è l’esempio di come un’esperienza imprenditoriale possa rischiare di morire, non per la propria incapacità di stare sul mercato, ma per una sorta di killeraggio predeterminato, messo in atto dalla complicità tra il sistema pubblico (Stato e Regione) e il “moloch” monopolista rappresentato dal gruppo Fs Spa. I metodi del monopolista non sono nuovi e li abbiamo sperimentati direttamente sulla nostra pelle quando avviammo la liberalizzazione del trasporto ferroviario regionale. Ma di più stupiscono la connivenza di buona parte del mondo politico, l’inerzia dell’autorità preposta a garanzia del mercato e della concorrenza, l’indifferenza di quello stesso mondo imprenditoriale che spesso invoca le liberalizzazioni sul piano generale, ma si disinteressa altrettanto spesso delle vicende concrete». ( Fonte: http://www.ilpiccolo.net/articolo.php?ARTUUID=05362F01-5E78-4CF7-95D6-D524B3FCE6CE&MUUID=A3945DCB-4C95-46CA-838D-5BE06BCBD557)

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