Aprire partita IVA come ditta individuale o lavoratore autonomo

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://www.pmi.it/wp-content/uploads/2013/01/PArtite-IVA-150x150.jpgAprire una partita IVA è il primo passo per dare il via ad una propria attività da lavoratore autonomo o come ditta individuale. Diversi gli aspetti da considerare per scegliere la prima o la seconda strada soprattutto sul fronte fiscale e contributivo.

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Tipologia di attività

Prima di tutto bisogna considerare l’iscrizione al Registro delle imprese tenuto dalle Camere di Commercio, che è obbligatoria per le ditte individuali (artigiani o commercianti), mentre non lo è per gli autonomi.

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Si tratta di partite IVA individuali come artigiani se viene svolta un’attività manuale o professionale in modo artigianale; come commercianti se l’attività viene svolta acquistando merci che poi vengono rivendute indipendentemente dalla modalità con la quale questo avviene (vendita al dettaglio, online, etc.).

I professionisti con partita IVA che svolgono attività autonoma, quindi non soggetta ad iscrizione alle Camere di Commercio, possono essere iscritti in un Albo o in un Ordine Professionale, ma anche essere senza Ordine, come i consulenti.

Aspetti previdenziali

Le differenze a livello previdenziale tra partite IVA individuali come imprenditori o come lavoratori autonomi riguardano l’iscrizione all’INPS nella Gestione artigiani o commercianti.

Per i professionisti iscritti all’Ordine è obbligatoria l’iscrizione alla cassa previdenziale di riferimento, quelli non iscritti devono iscriversi e versare i contributi alla Gestione separata dell’INPS.

Aspetti fiscali

Sul reddito percepito dal lavoratore autonomo, calcolato come differenza tra compensi incassati (quadro E del modello UNICO) e costi deducibili pagati durante l’anno, si paga l’IRPEF. In questo caso vale il principio di cassa, ovvero per la tassazione e le deduzioni conta il momento in cui i ricavi si incassano e i conti si pagano.

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Per l’imprenditore individuale l’IRPEF si calcola sul reddito annuale, calcolato come differenza tra ricavi dell’impresa e costi di competenza, indipendentemente dal momento del pagamento, sia per le fatture che per i costi.

Nel modello UNICO i quadri di riferimento per gli imprenditori individuali sono il quadro F se utilizza la contabilità ordinaria, oppure il quadro G se è in contabilità semplificata.

Fonte: www.pmi.it

Autore: Noemi Ricci

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