ALLA FINE NON CI SONO NE' RESPONSABILI NE' COLPEVOLI?

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

E’ tradizionalmente nota la severità (e comunque il rigore) della giustizia statunitense, quando si tratta almeno di giudicare in materia di scandali finanziari legati  alle cattive pratiche del mondo del business. Tale rigore lo hanno certamente sperimentato negli ultimi decenni sulla propria pelle molti dei protagonisti dei casi più clamorosi venuti nel frattempo alla luce.

Ricordiamo, tra l’altro, la questione dei cosiddetti “junk bonds” degli anni ottanta, per la quale erano stati duramente sanzionati alcuni dei principali attori.  Da ultimo, ha avuto molto rilievo qualche anno fa una serie di dure condanne che i tribunali del paese  hanno comminato ai protagonisti  principali dello scandalo Enron, condanne ovviamente e normalmente impensabili nel nostro paese per fatti sostanzialmente analoghi, come a suo tempo avevano commentato diversi analisti nostrani.

 

Molti quindi pensavano ed anzi davano per scontato che, dopo lo scoppio della crisi finanziaria ancora peraltro oggi in atto almeno nel mondo occidentale, molti dei protagonisti dei casi più clamorosi sarebbero stati sottoposti negli Stati Uniti a rigorose indagini e che  diversi tra di essi sarebbero stati poi portati in giudizio. Si discuteva persino di quanti anni di galera avrebbero potuto essere  condannati alcuni dei nomi noti dell’establishment di Wall Street più compromessi. Anche chi scrive aveva così a suo tempo segnalato su questo stesso sito e in maniera analitica l’avvio di una serie di accertamenti  in merito da parte di vari organismi federali e da parte di diversi tribunali, indagini che sembrava avrebbero preparato poi molti processi che avrebbero forse  portato  a risultati anche clamorosi.
 

Ma è passato ormai diverso tempo da allora  – almeno per i ritmi cui è abituata la giustizia statunitense- e le notizie che arrivano da oltre Atlantico sembrano mostrare un quadro molto differente da quello precedentemente immaginato e, almeno da qualcuno, sperato. Al di là del processo che ha toccato Madoff e ad altri procedimenti minori che fanno tutti riferimento comunque a delle vicende tutto sommato eccentriche rispetto agli avvenimenti finanziari principali degli ultimi anni, nessuno tra i protagonisti della crisi appare attualmente esposto a qualche procedura  giudiziaria di una qualche sostanziale severità. Sembra, in particolare, che questa volta nessuno andrà in galera per i suoi peccati.

Il quotidiano “Le Monde” cita, in particolare,  diversi esempi di procedimenti che si sono conclusi di recente con degli “accordi amichevoli”, che comportano delle pene pecuniarie e nient’altro. Così si fa riferimento al caso di Angelo Mozillo, ex boss della Countrywide, società numero uno statunitense nel settore dei prestiti ipotecari subprime, che è fallita nel 2008, mentre il suo presidente  era stato accusato dalla SEC di reati di ogni genere. La società era diventata a suo tempo una specialista dei prestiti dati quasi a chiunque, senza alcuna documentazione. Mozillo, quattro giorni prima dell’apertura del relativo processo a suo carico,  ha concluso un accordo con la pubblica accusa di un tribunale californiano con il quale l’ex manager si obbliga a versare un’ammenda di 67, 5 milioni di dollari alle casse pubbliche, uscendo così pulito dall’affare –da sottolineare, come fa il quotidiano, che, durante la sua permanenza alla Countrywide, lo stesso Mozillo aveva incassato come stipendi e come bonus la somma, ben più rilevante, di 521,5 milioni di dollari.

Il giornale ricorda ancora i casi della Goldman Sachs, che ha regolarizzato la sua situazione problematica versando nelle casse dello stato 550 milioni di dollari – si prevede che solo per i bonus di quest’anno lo stesso istituto distribuirà ai suoi dirigenti ben 13,1 miliardi. Infine, vengono sottolineate le questioni relative alla Citigroup, che ha registrato a suo tempo un buco di bilancio di 45 miliardi di dollari e a cui un giudice ha comminato un’ammenda di 75 milioni di dollari, mentre non si prevede alcuna azione contro nessuno dei suoi dirigenti. Qualcuno sulla stampa americana nel frattempo accusa, tra l’altro,  per tali risultati poco incisivi,  anche l’amministrazione Obama, in particolare per la  rinuncia od almeno per il lassismo mostrato nel portare avanti, da parte sua, una qualche azione vigorosa su tale fronte. ( Fonte: www.finansol.it)

Autore: Vincanzo Comito

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