Bloomberg: la crisi del rublo si abbatte sugli aeroporti
La tensione tra Russia e Ucraina e le sue conseguenze sul mercato valutario starebbero producendo un’ulteriore vittima collaterale: le attività commerciali degli aeroporti. Lo riferisce Bloomberg. I principali hub del Vecchio Continente starebbero infatti andando incontro da tempo a una drastica riduzione di spesa dei clienti russi e ucraini a seguito della svalutazione delle loro monete. A marzo, subito dopo l’autoproclamata secessione della Crimea, il rublo ha toccato il suo minimo nel cambio con l’euro (51 a 1) mentre la valuta ucraina, la hryvnia, ha già perso il 30% del suo valore contro la moneta unica nel corso del 2014.
L’impatto è evidente, come ha spiegato a Bloomberg Pierre Viarnaud, il direttore delle operazioni con la Russia per la società di Amburgo Gebr. Heinemann SE & Co., che gestisce 230 negozi in 61 aeroporti. A Mosca e dintorni si parla di “calo drammatico della spesa” mentre a Kiev la riduzione degli acquisti tocca addirittura il 50% su base annuale. Quella russa rappresenta da tempo una clientela particolarmente preziosa per i negozi collocati nei maggiori scali del Pianeta a fronte della conclamata passione di quest’ultima per gli articoli di lusso. Nell’aeroporto di Francoforte, nota Bloomberg citando i dati della società di gestione Fraport AG Frankfurt Airport Services Worldwide, la spesa dei clienti russi supera di circa 4 volte l’esborso medio rilevato su tutti i passeggeri.
28 Giugno 2014
Matteo Cavallito @ cavallito@valori.it
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Bloomberg: la crisi del rublo si abbatte sugli aeroporti
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I principali hub del Vecchio Continente starebbero infatti andando incontro da tempo a una drastica riduzione di spesa dei clienti russi e ucraini a seguito della svalutazione delle loro monete. Lo segnala Bloomberg.
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