Tutti gli scheletri nell'armadio bancario - di Loretta Napoleoni

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://static.internazionale.it/assets/img/authors/88.jpgContinuano ad uscire dall'armadio bancario gli scheletri: questa settimana la Comco, la Commissione della concorrenza svizzera, ha messo sotto osservazione alcune banche, l'accusa è di aver manipolato a proprio vantaggio il mercato dei cambi. Tra queste ci sono le svizzere Ubs, Credit Suisse e Julius Bär, le americane Jp Morgan e Citigroup e le britanniche Barclays e Royal Bank of Scotland. Il valore giornaliero delle transazioni sul mercato dei cambi, va ricordato, è enorme: circa 6 mila miliardi di dollari, facile intuire l'ampiezza dei guadagni semplicemente influenzando di pochi centesimi i tassi.
L'opera di pulizia nel settore bancario continua anche da parte delle istituzioni sovranazionali. La Commissione europea, ad esempio, ha appena multato 11 gruppi per un totale di 301 milioni di euro, tra questi c'è anche Goldman Sachs che ha dovuto pagare 37 milioni di euro per la sua partecipazione nel sistema europeo di comunicazioni transoceaniche via cavo. L'accusa era la creazione di un cartello attraverso il quale i costi di accesso per gli utenti non riflettevano più quelli di libero mercato.
Ma a guidare la crociata anti corruzione bancaria sono ancora gli Stati Uniti, ed in particolare il ministero di Giustizia. Proprio recentemente Credit Suisse ha dichiarato perdite pari a 476 milioni di franchi svizzeri (534 milioni di dollari) perché ne ha dovuto mettere da parte 468 milioni, nel caso in cui risulti confermata l'accusa di frode fiscale. Secondo gli americani la banca ha aiutato circa 22 mila clienti ad evitare di pagare al fisco 10 miliardi di dollari (la banca sostiene che si tratta di massimo 7 miliardi).
Quest'anno Credit Suisse ha già pagato 275 milioni di franchi per chiudere tutti i procedimenti legali relativi alla vendita di mutui sub-prime a Fannie Mae e Freddie Mac, i due più grossi conglomerati immobiliari americani. Fino ad oggi la multa più elevata imposta ad una banca svizzera da parte delle autorità statunitensi è stata di 780 milioni di dollari, pagati dalla Ubs. Se Credit Suisse non proverà la propria innocenza passerà al primo posto della hit parade delle multe bancarie.
Dove finiscono tutti questi soldi e da dove arrivano? Facile rispondere, il fisco americano e l'Unione europea nel caso di Goldman Sachs li intascano ed i correntisti li pagano attraverso spese bancarie più elevate.

Fonte: www.caffe.ch
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