Telegraph: anche la Russia punta sullo shale gas

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

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Anche la Russia sarebbe ora pronta a lanciarsi nel business dello shale gas avviando un maxi piano di esplorazione e sviluppo in risposta alla riduzione delle riserve di oro nero nei bacini della Siberia occidentale. Lo riferisce il Telegraph indicando nell’area di Bazhenov, ad est degli Urali, il luogo chiave per lo sviluppo dei piani di Mosca. “Stiamo eliminando le barriere amministrative all’esplorazione, è questa la sfida più urgente da affrontare” ha dichiarato il vice ministro dell’energia Kirill Molodtsov. Il principale bacino gassoso del Paese, nota ancora il Telegraph, si estende per un’area paragonabile, in termini di dimensioni, alla Francia.

Secondo le stime dello US Energy Department, citate dal Telegraph, la Russia deterrebbe risorse per 75 miliardi di barili. In prima fila, tra i partner occidentali, c’è la britannica BP che ha firmato un accordo per l’esplorazione dell’area degli Urali con la russa Rosneft il cui presidente, Igor Sechin, è nella lista nera dei soggetti passibili di sanzioni da parte degli Usa. Un particolare che non sembra preoccupare l’impresa britannica. Le prospettive, insomma, non mancano. Ma qualche dubbio persiste. Secondo il numero uno delle operazioni estere di Lukoil Andrey Kuzyaev la Russia sconterebbe ancora un evidente problema di costi: una trivellazione per 1,5 chilometri di profondità in Russia costa dai 15 ai 20 milioni di dollari contro i 3,5 milioni che si spendono attualmente negli Usa dove gli operatori possono contare su una tecnologia difficile da trasferire in Russia. “Mi auguro che non ci vorranno vent’anni per completare la rivoluzione dello shale gas in Russia” ha dichiarato al Telegraph Kuzyaev.
Fonte: www.valori.it
Matteo Cavallito    @ cavallito@valori.it

 

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