Tagliando assicurazione elettronico: in Italia può funzionare?

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://www.6sicuro.it/wp-content/uploads/2013/11/tagliando-elettronico-cosa-aspettarci.jpgTagliando Assicurazione

Avete mai sentito parlare di dematerializzazione? No? Ci credo… è una parola impronunciabile.
Si tratta di ridurre tutti i documenti cartacei e tutto quello che è la mole enorme di burocrazia su fogli che abbiamo oggi ad un insieme di file. Si tratta, di fatto, di rendere digitale quello che oggi è analogico.

Ovviamente in questa dematerializzazione, della quale in Italia si parla da anni, ricadrebbe tutto quello che oggi è cartaceo, quindi dalle lettere inviate dalla pubblica amministrazione come INPS o INAIL, passando per i documenti di identità, le patenti e anche tutto quello che riguarda le nostre assicurazioni auto o moto, come tagliandi vari, contratti ecc.
Uno dei grossi problemi di questa evoluzione, o meglio uno dei grossi problemi che frenano questa evoluzione, è la mancanza di utilizzo della firma elettronica per tutti.
Per capirci: se un foglio non viene stampato e firmato fisicamente in Italia non ha valore ed ecco perché se andate in banca dovete firmare 100 fogli per un fido. La firma elettronica è ostacolata per mille motivi, primo tra i quali il digital divide, ovvero l’impossibilità di molti di accedere ad Internet.

Ora, ci troviamo quindi di fronte ad un paradosso, ovvero uno Stato che da anni promuove la dematerializzazione come fine ultimo del progresso e come liberazione dalla burocrazia, ma che allo stesso tempo non “tutela” dal digital divide i cittadini, di fatto quindi impedendo esso stesso la dematerializzazione.

In questa condizione assurda, una condizione in cui nemmeno la PEC funziona in maniera normale, quella dannata posta certificata che avrebbe dovuto almeno liberarci dall’obbligo di recarci negli uffici per comunicare con le istituzioni, in questa condizione assurda dicevamo, il Governo si mette a legiferare per la dematerializzazione del tagliando assicurativo: dal 18 ottobre è partita la “progressiva dematerializzazione dei contrassegni di assicurazione per la responsabilità civile verso i terzi per danni derivanti dalla circolazione dei veicoli a motore su strada”: questo il decreto 9 agosto 2013, n. 110, pubblicato in gazzetta ufficiale.

Che cosa significa tagliando assicurativo elettronico?

Significa che non avremo più il classico tagliandino obbligatorio sul parabrezza, ma avremo una procedure elettronica di identificazione che sarà correlata ad un database della motorizzazione. Un unico, centralizzato DB che avrà i dati di individui ed aziende. Non si sa ancora se si tratterà di un microchip o altro, staremo a vedere.
L’operazione dovrebbe essere comunque portata a termine entro due anni da oggi, ovvero terminare per novembre 2015.
Il sistema sarà anche collegato con i Tutor di controllo del traffico sulle autostrade, gli autovelox e le telecamere delle ZTL (che tra le altre cose permetterà di ridurre il numero di veicoli fantasmi circolanti come indicato in questo articolo)

Quindi, preparatevi ad avere un contrassegno non in carta. Ma vi dovrete preparare solo a questo?
No, a mio avviso no. Ogni volta che in Italia c’è un cambiamento in questa direzione quello che accade è molto semplice: il Governo legifera su qualcosa che deve cambiare, il cambiamento si ramifica sulle infrastrutture che lo devono portare avanti, ma le strutture non sono tutte veloci uguali o sincronizzate, quindi il cambiamento si blocca, si lima, cambia con il passare del tempo.

Questo genera dei problemi organizzativi enormi, problemi che sappiamo esistere già da tempo nel nostro Bel Paese, cose del tipo che vi fermano per un controllo, avete il tagliando elettronico ma chi vi ferma non sa quali protocolli utilizzare. Cose di questo tipo, insomma.

Conclusioni

Questo non vuole essere un post contro il progresso o contro la dematerializzazione, ci mancherebbe, ma un post nel quale raccogliere le vostre impressioni in riferimento a tutto quello che in Italia dovrebbe cambiare ma non cambia, e se cambia cambia in peggio.
Mi ricordo che nei primi anni ’90 ero alle superiori e dissero “e’ imminente la riforma dell’obbligatorietà della scuola”. Ne sono passati altri venti, di anni!
Forse, in Italia, la parola imminente è considerata elastica e quando il cambiamento che si cela dietro ad “imminente” avviene, lo fa a pezzi e lo fa male.

Quindi fate attenzione, quando si passerà da un tagliandino all’altro: fate attenzione e cercate di tutelarvi, se potete.

Autore: Rudy Bandiera

Giornalista e consulente in ambito Web, docente di “online marketing e comunicazione Web” presso master universitari e aziende. Fondatore ed amministratore delegato di NetPropaganda, una “social media agency” che si occupa di Web e di comunicazione non convenzionale.

Fonte: www.6sicuro.it

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