Quel banchiere del sud ha dato la scossa a Ubs - di Giorgio Carrion

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http://new.caffe.ch/media/2013/08/20563_3_medium.jpgLa "cura Ermotti" fa effetto. Il banchiere venuto dal sud è riuscito a stupire i mercati. Terapia vitaminica per una Ubs che, solo un anno fa, si trascinava nei quartieri bassi delle performance borsistiche. Bastano pochi dati a fotografare l'attuale situazione: nel secondo trimestre 2013 l'utile netto prima delle imposte si attesta a 1022 milioni di franchi; da inizio anno le attività di gestione patrimoniale hanno segnato afflussi netti di oltre 36 miliardi di franchi, il 50% in più rispetto al primo semestre 2012. Il miglior risultato degli ultimi quattro anni. Ad agosto del 2012 il titolo Ubs alla borsa di Zurigo quotava 10,50 franchi; nelle scorse settimane ha raggiunto e superato i 19 franchi.
Tutto ciò, nonostante l'indennizzo di 828 milioni di franchi pagato negli Stati Uniti per mettere fine alla vertenza legata alle transazioni ipotecarie a rischio (subprime) e la multa comminata il 26 luglio scorso di 46,2 milioni di franchi, per aver violato alcune norme sulle carte valori. In due settimane dall'inizio di agosto l'istituto ha pagato 120 milioni di dollari agli investitori chiudendo anche la vertenza Lehman Brothers.
"Il forte rialzo del titolo degli ultimi dodici mesi, in cui la quotazione è raddoppiata dai minimi, perde fiato con l'approssimarsi della soglia dei 20 franchi, livello che, nel periodo 2009-2011, ha puntualmente frenato i rialzi", commenta Alberto Vivanti, analista finanziario indipendente, vice presidente dell'Associazione svizzera degli analisti tecnici: "È quello che noi definiamo resistenza, da cui è lecito attendersi quanto meno una pausa dovuta a una condizione di eccesso di acquisto".
È sotto i 18 franchi, spiega l'esperto, che si avrebbe il segnale di una correzione al ribasso più estesa. Per contro, un superamento dei 20 franchi rivelerebbe ulteriore potenziale di recupero: "Ricordiamo che la quotazione è ancora del 75% inferiore ai massimi registrati nel 2007".
Il primo forte segnale di attenzione sul titolo Ubs nel 2013 arrivò in maggio. Deutsche Bank alzò il suo rating da "sell" a "hold", cioè da 'vendere' a 'tenere' le azioni, ed il target sul prezzo da 11 a 12 franchi. Secondo la banca tedesca, la rivale svizzera avrebbe registrato nel primo trimestre nel segmento della gestione patrimoniale un risultato migliore alle attese. E così è stato. "Sono molto soddisfatto - ha affermato a luglio Sergio Ermotti - e i risultati dimostrano che la nostra strategia è quella giusta".
Raoul Paglia, analista di Amco Fiduciaria sottolinea: "I rialzi sono legati al nuovo corso aziendale nel quale il Ceo Sergio Ermotti ha sicuramente giocato un ruolo importante. Il comparto dell'investment banking è stato ridimensionato, la gestione del risparmio rende bene, la qualità del bilancio è migliorata e il contenzioso fiscale Usa è stato risolto. Ubs, infine, intende riprendere dalla Banca Svizzera il fondo nel quale sono stati depositati gli 'attivi tossici'. Questa operazione, spianerà la strada alla distribuzione di dividendi più cospicui".
La cura Ermotti, però, costa cara in termini occupazionali. Entro il 2015 saranno cancellati 10mila posti di lavoro, di cui 2500 in Svizzera. Un salasso che al momento non ha toccato ancora il migliaio di dipendenti operativi in Ticino, sebbene l'investment banking, attività di punta, sia il più colpito dalla ristrutturazione.
Fonte: http://www.caffe.ch/stories/economia/44266_quel_banchiere_del_sud_ha_dato_la_scossa_a_ubs/
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