Qatar, fino a 4 mila le morti bianche per i Mondiali del 2022

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

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Dal 2012 ad oggi sarebbero più di 500 gli operai indiani morti in Qatar. Per la gran parte si tratta di lavoratori migranti vittime dei cantieri edili che sostengono il vero boom delle costruzioni innescato nel Paese dalla prospettiva di ospitare il Campionato del mondo di calcio del2022. Una cifra elevata collegata alla necessità impellente di realizzare le infrastrutture per la Coppa del mondoe confermata dall'ambasciata indiana a Doha, che ha registrato 237 morti nel 2012, 241 nel 2013 e altri 24 già nel mese di gennaio 2014. La denuncia è del quotidiano britannico «The Guardian», e si aggiunge ad ulteriori drammatiche cifre rese note dallo stesso giornale il mese scorso relativamente ai lavoratori nepalesideceduti nello stesso scenario (185 nel 2012 e 197 nel 2013), e al conto ufficiale dei decessi tra i migranti indiani anche negli anni precedenti (233 nel 2010 e 239 nel 2011).

Sono circa un milione e 200 mila i lavoratori che, provenienti da altri Paesi (22% dall’India e altrettanti dal Pakistan, il 16% dal Nepal, 13% dall'Iran, 11% dalle Filippine, 8% egiziani e l'8% dallo Sri Lanka), alimentano il settore edilizio in Qatar. E si moltiplicano gli appelli alla Fifa (Fédération Internationale de Football Association) perché non ignori la situazione e, anzi, prema per un innalzamento delle condizioni di sicurezza sul lavoro. A novembre 2013 Amnesty International evidenziava che i lavoratori stavano sopportando turni di 12 ore al giorno di lavoro in condizioni di caldo soffocante e vivendo in alloggi squallidi e sovraffollati. Il pronostico drammatico dell'International Trade Union Confederation (ITUC) quantifica in 4 mila unità il numero di operai che potrebbero morire prima del fischio d’inizio del Mondiale, a meno che il governo del Qatar non intervenga con decisione sul sistema che lega gli operai ai loro datori di lavoro, con un controllo rigoroso delle imprese di costruzione e della miriade di subappaltatori coinvolti.

La previsione dell’ITUC pare considerare questo numero di morti bianche un costo che gli organizzatori avrebbero messo in conto, me rende a noi un ulteriore motivo di attenzione sul tema per quanto riguarda la situazione in Italia: secondo l’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro nel 2013 sono stati 571 i morti sui luoghi di lavoro. Non pochi davvero. Ma questa cifra supererebbe le 1300 unità se si contassero anche i decessi stimati in itinere, cioè nel percorso casa-posto di lavoro.

Fonte: www.valori.it
Corrado Fontana    @ fontana@valori.it

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