Patteggiamento sui mutui, i regolatori strigliano le banche

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://www.valori.it/immagini_articoli/201302/usa_banche.jpgRisale a marzo del 2012 il maxi-patteggiamento raggiunto dagli Stati americani con le banche più importanti, che hanno sborsato complessivamente 25 miliardi di dollari per chiudere le controversie relative alle pratiche irregolari di pignoramento. Ma, a un anno di distanza, le autorità si fanno sentire. E puntano il dito sugli istituti, temendo che violino lo spirito dell'accordo.
Accettando il patteggiamento, infatti, le banche si impegnavano anche a fornire sostegno ai proprietari in difficoltà con il pagamento delle rate e a seguire una serie di nuovi standard per tutto il processo di pignoramento e rinegoziazione dei mutui. Ma il Consumer Financial Protection Bureau e Joseph A. Smith, incaricato dall’autorità giudiziaria di monitorare il rispetto dell’accordo, hanno fatto sapere che incrementeranno la sorveglianza. Al centro dell’attenzione è il cosiddetto dual-tracking, vale a gli episodi in cui i clienti a rischio-pignoramento chiedono di modificare le condizioni del mutuo. Sembra infatti che, in alcuni di questi casi, le banche abbiano iniziato a chiedere ai clienti una serie di documenti addizionali. E, nei tempi spesso lunghi necessari per produrli, stiano procedendo ai pignoramenti, classificando la pratica di rinegoziazione come incompleta.
Smith, in un’intervista rilasciata all’agenzia Bloomberg, ha promesso di vigilare attentamente sulle modalità di comunicazione delle banche con i clienti. L’intento è quello di capire se, nei casi in cui la documentazione parziale conduca al pignoramento della proprietà, la responsabilità sia imputabile alla banca o al cliente.  

Fonte: www.valori.it
Valentina Neri    @ neri@valori.it

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