Ocse. L'Italia unico Paese del G7 ancora in recessione

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://www.americaoggi.info/files/imagecache/home_primo_piano/files/Recessione_1378294751.jpgL'economia italiana sta ‘'lentamente uscendo'‘ dalla recessione, ma per il 2013 il Pil continuerà a calare, unico caso tra i sette Paesi più industrializzati del mondo. L'Eurozona, invece, ha ritrovato la crescita, ma deve ora occuparsi di ripianare gli squilibri tra gli Stati membri e rimettere a posto le riserve di capitale delle sue banche. Sono i messaggi lanciati dall'Ocse nel suo Interim assessment di settembre, che si mostra un po' più ottimista sul futuro dell'economia mondiale pur ribadendo l'importanza di non trascurare i gravi rischi che ancora persistono.

Per quanto riguarda l'Italia, l'organizzazione parigina traccia un quadro ancora non positivo, ma ‘'in miglioramento'‘: nel 2013 il prodotto interno lordo si contrarrà dell'1,8%, ma nella seconda parte dell'anno il ritmo di riduzione rallenterà passando da -2,2% e 1,8% nei primi due trimestri al -0,4% nel terzo e -0,3% nel quarto.

Sul fronte europeo, la situazione è certamente più rosea, ma questo non significa che governi e autorità di vigilanza finanziaria possano tirare il fiato. A livello macroeconomico, rileva l'Ocse in una giornata contrastata per i listini europei e con lo spread giù a quota 240, il ‘'ribilanciamento'‘ tra Paesi in deficit e in surplus ‘'resta incompleto'‘, cosa che ostacola l'efficienza complessiva del sistema.

Servono quindi da un lato ‘'riforme per aumentare la produttività'‘ e migliorare la competitività dei paesi con debito elevato, e dall'altro ‘'misure per creare condizioni più favorevoli all'investimento'‘ in quelli in suplus, per ottenere ‘'una crescita più equilibrata'‘ nell'insieme dell'unione monetaria. Resta inoltre da risolvere la questione del rischio finanziario e delle banche, che in molti casi restano ‘'insufficientemente capitalizzate e appesantite da cattivi prestiti'‘.

Certo, precisa il rapporto, i primi passi verso una supervisione unica e un meccanismo comune di risoluzione delle crisi sono incoraggianti, ma servono anche garanzie sulla qualità di verifiche di capitalizzazione e stress test, oltre che sull'adeguatezza degli accordi di supporto finanziario per gli istituti in difficoltà.

L'Eurozona non è però la sola a correre rischi di ricaduta in questa fase di ‘'ripresa moderata'‘ ma non ancora consolidata: l'intera economia mondiale potrebbe tornare a rallentare se si dovesse abbandonare troppo presto il sostegno alla domanda. Per questo l'Ocse lancia un appello alle banche centrali, Fed e Bce in testa, invitandole a non disdegnare un ulteriore uso di ‘'politiche monetarie non convenzionali'‘.

All'istituto americano, in particolare, l'Ocse raccomanda un mantenimento ‘'per un certo tempo'‘ dei tassi d'interesse a livello basso, mentre all'Eurotower chiede di mantenere ‘'condizioni accomodanti'‘ e di pensare ad usare misure ad hoc per rendere più efficace la trasmissione degli effetti della sua politica monetaria all'economia reale, in particolare sul fronte della disponibilità di credito.

Fonte: www.americaoggi.info

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