Lo zucchero finanzia la politica americana - di Loretta Napoleoni

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http://static.internazionale.it/assets/img/authors/88.jpgQuando si tratta di 'proteggere' industrie chiave come quella dello zucchero, gli Stati Uniti, paladini del libero commercio, non si comportano in modo diverso dall'Unione Europea. De facto il ministero dell'agricoltura (Usda) mantiene artificialmente il prezzo dello zucchero americano ben al di sopra di quello mondiale. La logica di questa politica protezionista è, come sempre, elettorale.
I produttori di canna si trovano in Florida e Louisiana, quelli della barbabietola nella celeberrima valle del fiume Rosso, nel Nord Dakota ed in Minnesota. Si tratta di Stati chiave nelle elezioni presidenziali, ciò spiega il potere, o meglio lo strapotere delle lobby dello zucchero, che rappresentano appena 5 mila agricoltori e una manciata di raffinerie, tutti però importanti finanziatori delle campagne elettorali del partito repubblicano e di quello democratico.
A parte le tariffe alte, per tenere alla larga le importazioni esistono altri stratagemmi quali il credito agevolato alle raffinerie. All'inizio della stagione, queste possono indebitarsi con il ministero dell'agricoltura per lo zucchero che raffineranno durante l'anno. Allo scadere del prestito, se il prezzo è inferiore a quello stabilito nel contratto, e cioè 20,94 centesi la libbra (cerca mezzo chilo) per il 2013, è possibile ripagare in parte o in toto il prestito con lo zucchero e quindi evitare una caduta del prezzo sul mercato.
Durante gli ultimi 12 mesi il prezzo dello zucchero grezzo è sceso del 25 per cento grazie ad un'annata eccezionale per la canna e la barbabietola, non solo negli Stati Uniti ma anche in Messico. Secondo gli accordi commerciali stipulati nel 1994 tra le due nazioni (North America Free Trade Agreement) lo zucchero messicano non viene tassato come succede a quello brasiliano. Secondo le stime della Usda nel 2013 le esportazioni messicane aumenteranno del 93 per cento rispetto al 2012.
Settembre è il mese in cui maturano gran parte dei prestiti legati alla produzione dello zucchero. Il ministero dell'agricoltura ha già ricevuto in pagamento 85 tonnellate di zucchero, pari a 35 milioni di dollari. Entro la fine del mese matureranno altri prestiti per un valore di circa 300 milioni di dollari che potrebbero tramutarsi in zucchero. Soluzione per il problema: per ora la Usda vende lo zucchero sotto costo all'industria dell'etanolo che lo converte in energia. Ma la velocità di assorbimento è bassa, ecco perché a Washington la lobby dello zucchero è già sul piede di guerra per trovare una soluzione migliore. È bene ricordare che lo zucchero si scioglie nell'acqua e l'America ha a disposizione due oceani!
Fonte: www.swissinfo.ch

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