La moneta alternativa che aiuta l'economia. Cresce in tutta Europa il fenomeno del denaro digitale

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://new.caffe.ch/media/2014/02/21795_9_medium.jpgMoneta locale, valuta virtuale, complementary currency... tante definizioni per indicare una forma di pagamento alternativa al denaro vero e proprio. Il "bitcoin" è solo l'ultimo macroscopico esempio, ma la moneta digitale (ormai entrata nel mirino del mondo della finanza e delle autorità governative)  potrebbe rappresentare lo strumento ideale per permettere lo scambio di debiti e crediti tra clienti e fornitori, e pure tra aziende. Soprattutto in tempo di crisi l'originale forma di valuta potrebbe essere adottata per l'intermediazione di beni e servizi. E non caso il progenitore di queste monete virtuali, lo svizzero "Wir" venne ideato nel 1934, a seguito della Grande Depressione del '29, proprio per far fronte alla mancanza di liquidità. "E forse il contesto, oggi, con l'economia in crisi potrebbe essere simile a quello degli anni '30 - spiega l'economista Paolo Pamini, docente in Law&Economics all'Ethz di Zurigo -. È un meccanismo ben congegnato perché permette, in carenza di liquidità, di spendere, di alimentare il mercato soprattutto interno, ma non va trascurata la sua valenza negativa, ad alto rischio. Il vantaggio è quello di continuare ad alimentare il consumo, far girare l'economia, ma nello stesso tempo aumenta l'indebitamento di chi questi soldi non li ha".
Fatto sta che la moneta alternativa, o almeno il Wir,  - che ha alle spalle l'omonima banca etica, che sostiene sviluppo e crescita di piccole e medie imprese - consente la compensazione multilaterale tra ben 60mila aziende clienti. Qualcosa di simile, però, esiste già in diversi Paesi, dal francese "Nantò" al "Chiemgauer" tedesco e la britannica "Bristol Pound", la "sterlina" in circolazione solo a Bristol. Sì, perché la valuta virtuale ha spesso corso e validità solo in una regione se non in una provincia, soprattutto in quelle aree particolarmente in crisi economica e dove questa forma di baratto finanziario spesso è l'unica soluzione per compiere transazioni,  che sarebbero altrimenti precluse dal circuito bancario. E gli esempi circoscritti a livello locale non mancano in Svizzera. A Losanna, ad esempio, è in vigore lo "Swap" una moneta locale destinata a sostenere, tramite i circa mille soci coinvolti, l'integrazione sociale e lo sviluppo sostenibile. Nell'area urbana della piccola Romont, nel Canton Friburgo, c'è il "Sel Glânois & Alentours", spendibile solo in loco per pagare alimentari e servizi. Il fenomeno è interessante e dagli sviluppi imprevedibili, secondo Pamini, visto che in tutto il mondo sono circa 5mila le valute complementari. Le dimensioni del giro di denaro virtuale sono ormai tali che, nota l'economista, governi e banche centrali stanno studiando come inserirlo nel circuito ufficiale. "Ammesso che superi due ostacoli enormi- precisa-. Il primo è che tasse e imposte si pagano solo con la valuta di Stato, il secondo è l'aspetto legale delle transazioni. Se, per esempio, mi impegno a pagare un'oncia d'oro per un servizio, nel caso un tribunale mi imponesse di saldare il debito commuterebbe l'oncia d'oro nel suo valore corrispettivo in franchi. È evidente che sono governi e leggi a imporre la validità della valuta. Leggi che prima o poi dovranno prendere in considerazione i soldi virtuali, come il 'Bitcoin' la cui validità è finora garantita da un algoritmo".

Fonte: www.caffe.ch
Autore: Ezio Rocchi Balbi

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serena 06/13/2014 03:00

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