La Grande Bellezza? No, la Grande Sfrontatezza. Una critica in negativo.

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

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Detto fra noi, disfattisti del web e della carta stampata, “cani sciolti” e pensierosi controcorrente, l'astinenza da successo internazionale del nostro PAESE, gli anni di berlusconiana vergogna e quelli che ci aspettano di renziana imbecillaggine però moderna, giovane e al 50% "rosa", non giustificano, a mio modesto parere, tanto entusiasmo tricolore per un'operetta scopiazzata da Fellini con una quarantina di anni di ritardo (ma con gli stessi stereotipi).
La riflessione dovrebbe riguardare aspetti leggermente più profondi del nostro (mal)essere italiani: 1) chi ci ha premiato non premia sempre i migliori e lo sappiamo, prova ne è il fatto che un genio (italiano di origine per chi mi dovesse accusare di antipatriottismo) come Martin Scorsese non abbia mai vinto l'ambita (?) statuetta. 2) Questo piano Marshall cinematografico che catechizza e benedice “i migliori del mondo”, americani a parte (ovvero "il miglior film straniero"), è da anni che non ne azzecca una, bensì tira qua e là dove politicamente c'è un messaggio velatamente pro-yankee e nel nostro caso di quest'anno dove c'è una superficialissima critica dei costumi italioti azzeccata (ripeto) con la saliva in una sceMeggiatura assente. 3) Servillo è ormai una macchietta che da Gomorra in poi recita solo se stesso, prova ne è la telefonata in cui sfanculava la giornalista di RAIninews24 dove era davvero difficile distinguere fra il deplorevole Gep Gambardella, personaggio del Film vincitore dell’Oscar (un Luciano De Crescenzo due punto zero) e il Servillo stesso.
Insomma patrioti a stelle strisce che fanno le fusa per l'ambito riconoscimento ricevuto mi fate un po' ridere, ritengo che Voi e il vostro film vincitore abbiate la profondità di una pozzanghera (non quelle delle strade di Roma che possono raggiungere anche il mezzo metro). Il diritto alla critica se ragionata e argomentata rimane sacrosanto e noi che dissentiamo dal vostro gregge-pensiero e da questo impeto nazionalista (da alleati subalterni) non chiamateci jettatori, questo lo avrebbe fatto Servillo in un momento di delirio di onnipotenza. Io rimpiango i Mazzacurati, i Monicelli, i Dino Risi, i De Sica (padre), ammiro Scola, Antonioni e Bertolucci a voi lascio GEP Gambardella e una scolorita bandiera tricolore da sventolare ad ogni malposta occasione. - See more at: http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=23084#sthash.5VTL5iQn.dpuf

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