L’inquietante ottimismo del FMI - di Alessio Pizzichini

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://www.rinascita.eu/mktumb640a.php?image=1393590617.jpg

Lo zampino del capitalismo internazionale e dell`alta finanza ha rimesso ciò che era fuori posto nell`ordine migliore appena Renzi ha impugnato lo scettro

Il Fondo Monetario Internazionale, tramite il suo direttore della comunicazione Gerry Rice, ha accolto con grande ottimismo le proposte di riforme del golpista Matteo Renzi, definite come risultato delle discussioni tra Italia e FMI avute negli ultimi anni. Il cosiddetto Job’s Act, che guarda caso è stato apprezzato anche dalla Merkel, è l’ennesimo inequivocabile segnale della sottomissione del nuovo governo alla Troika. Oltre infatti ad essere vago, inconcreto e quasi astratto, presenta molte contraddizioni con ciò che Renzi professava tempo fa. Su tutte il punto sulle aziende energetiche. Mentre prima proponeva l’abbattimento dei costi tramite il taglio degli oneri di distribuzione, sul Job’s Act presenta invece un nuovo progetto di abbattimento dei costi basato sull’interruzione degli incentivi alle grandi aziende energetiche. Ciò significa che verranno tagliati i sussidi a queste, senza toccare i grandi venditori mondiali di energia. Probabilmente ora che è salito al trono si è concluso il processo di “burattinizzazione”. Renzi ha bruciato velocemente le tappe da politico ed è diventato premier senza elezioni, perciò è facile pensare come questo processo fosse avviato già da tempo. Quei pochi punti che avremmo potuto considerare quasi normali si sono trasformati in anti-costituzionali e insensati come tutti gli altri. Lo zampino del capitalismo internazionale e dell’alta finanza ha rimesso ciò che era fuori posto nell’ordine migliore appena Renzi ha impugnato lo scettro. Il Fondo Monetario Internazionale ha quindi confermato la propria ingerenza nelle riforme in via di attuazione del nuovo governo, che con Federica Guidi allo sviluppo economico (membro della Trilateral Commission) e Giancarlo Padoan all’economia e finanza (ex FMI, ex BCE) è il degno erede dei governi Letta e Monti. Si presenta insomma come la continuazione delle politiche di austerity e di tagli, come l’ennesimo governo suddito dell’Unione Europea, del capitalismo post-moderno e dell’alta finanza. Del resto non ci si può aspettare qualcosa dall’amico di De Benedetti, di Obama, della Merkel, di Ledeen, di Monti, di Gianni Letta e di altri potenti poco raccomandabili. Perciò considerare positivo il fatto che il Fondo Monetario Internazionale approvi ottimisticamente gli interventi proposti dal nuovo governo, è come essere contenti che la morte stia preparando la falce per ucciderci. Che poi, a questo punto, come diceva Marx, una fine con spavento sarebbe meglio di uno spavento senza fine.   Fonte: http://www.lintellettualedissidente.it/ - See more at: http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=23071#sthash.417FyNKY.dpuf

Commenta il post