In quindici anni salari " divaricati" - di Yves Genier e Kevin Gertsch ( HEBDO)

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://new.caffe.ch/media/2013/11/20986_3_medium.jpgI circa 2.000 impiegati di Lidl Svizzera hanno ricevuto un bel regalo di Natale anticipato. La direzione ha promesso loro un salario mensile minimo di 4'000 franchi dal prossimo anno, mentre concorrenti come Migros e Coop offrono 3'700 e 3'800 franchi. Anche se c'è chi se la passa peggio, il commercio al dettaglio è ai piani bassi della scala salariale. Mentre i dirigenti stanno meglio. Herbert Bolliger, direttore generale di Migros, lo scorso anno ha guadagnato 866'000 franchi, 18 volte in più rispetto al meno pagato dei suoi dipendenti a tempo pieno. Il "grand patron" di Lidl, Dieter Schwarz, ha goduto di una remunerazione ben più elevata. Con una fortuna stimata in 17,4 miliardi di franchi, è stato classificato da Forbes al secondo posto tra i più ricchi in Germania.
(...) Il divario salariale si allarga da anni, provocando frustrazioni popolari che rischiano di concretizzarsi il prossimo 24 novembre al momento del voto sull'iniziativa "1:12" dei giovani socialisti. "L'iniziativa mette in luce il crescente sentimento d'ineguaglianza che si sviluppa nella popolazione. Ha il merito di lanciare il dibattito su un tema cruciale per la coesione sociale", spiega Yves Flückiger, professore di economia all'Università di Ginevra. (...)
In quindici anni, i bassi salari sono cresciuti del 22%, mentre le remunerazioni situate nella classe superiore hanno registrato un balzo in avanti del 31,6%. L'allargamento del divario salariale è confermato anche da un indicatore molto più sofisticato e a più ampio raggio, il coefficiente di Gini. (...). Questo indicatore si basa su una scala da 0 a 100. La Svizzera si situa a quota 26, un livello tutto sommato di buona uguaglianza. (...) Tuttavia questi scarti possono essere impressionanti, come ha dimostrato il caso di Joe Jimenez, direttore generale di Novartis paragonato al suo impiegato meno pagato nel 2012. Il fossato era di 1:266 (...) L'istituto di ricerche congiunturali Kof del Politecnico di Zurigo stima però a sole 4.400 le persone che percepiscono un salario di 12 volte superiore rispetto a quello più basso della loro azienda. Il Consiglio federale fa riferimento invece ad una stima più elevata, 12.000 persone. La classe media, ossia gli impiegati che incassano un salario mediano (5'933 franchi nel 2010), è  quella che ha meno beneficiato di aumenti. In quindici anni, la crescita è stata solo del 21%.(...) I redditi non sono però costituiti dal solo salario. Includono in generale gli interessi dei conti risparmio, la rendita dei titoli, i guadagni generati dagli affitti per gli investimenti immobiliari e altre fonti. In Svizzera questa componente è importante, visto che il patrimonio totale per abitante ammonta a 249'000 franchi secondo la Banca nazionale, uno dei più elevati al mondo. (...) L'economista francese Thomas Piketty osserva che "le ineguaglianze patrimoniali sono sempre estreme, molto più evidenti rispetto a quelle legate al salario, in Svizzera come negli altri Paesi. (...) Un obiettivo ambizioso per il futuro sarebbe una minor concentrazione dei patrimoni". I detentori della vera ricchezza, quella che permette di vivere senza lavorare, sono meno numerosi: 3.400 persone possiedono ciascuna oltre 50 milioni di dollari. E, sottolinea Piketty, un patrimonio simile permette di generare un rendimento annuo tra il 4 e il 5%. Sui 2-2,5 milioni di dollari. (...)
Quando poi si deducono tutte le spese obbligatorie - imposte, cassa malati, oneri assicurativi - per mettere in luce quanto realmente rimane nelle tasche dei cittadini, il vero volto dell'ineguaglianza si rivela. Il coefficiente di Gini sale a 28,2 per il 2010 e raggiunge quota 29,7 nel 2011 con un metodo di calcolo diverso utilizzato da Eurostat.(...)
Nel suo saliscendi, la curva segue da vicino l'evoluzione dei mercati borsistici. (...) L'evoluzione della borsa non spiega però tutto, secondo l'economista Sergio Rossi. "Per molto tempo, l'aumento delle differenze tra i salari lordi è stato compensato con l'intervento statale. I prelievi, la fiscalità, le assicurazioni sociali e le sovvenzioni alle persone meno favorite ristabilivano un certo equilibrio (...)".
Nella sua gioia di veder aumentare il suo salario, la cassiera di Lidl può rammaricarsi di non possedere azioni del suo datore di lavoro. Si ritrova così privata di una parte importante dei suoi profitti, ciò che allarga ancor di più il fossato tra la sua busta paga e le rendite percepite dal suo "grand patron", il miliardario Dieter Schwarz.
Fonte: www.caffe.ch

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