In pensione col modello australiano - di Loretta Napoleoni

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http://static.internazionale.it/assets/img/authors/88.jpgPer molti europei ed americani l'età del pensionamento si allontana di anno in anno sempre di più. Sembra paradossale ma più si allunga la vita media meno tempo libero ci viene concesso. Il ragionamento fila: i fondi accumulati durante l'età lavorativa non bastano per garantire un lungo pensionamento. Non è così in Australia, Paese che nella graduatoria dell'efficienza e solidità dei sistemi pensionistici mondiali viene dopo solo la Danimarca e l'Olanda, nazioni molto più piccole e con sistemi di assistenza sociale più antichi.
La formula vincente australiana si chiama "superannuation", un sistema pensionistico che in appena vent'anni è diventato uno dei più efficienti ed invidiati al mondo. Da quando è stato introdotto nel 1992, il programma, a cui aderisce circa il 90 percento dei lavoratori australiani, ha accumulato 1'500 miliardi di dollari, più del prodotto nazionale lordo. Il sistema americano ha un tesoro di 2'800 miliardi di dollari ma serve una popolazione che è 14 volte più grande di quella australiana.
Quando è stata lanciata la "superannuation" imponeva una tassa del 3 per cento sul salario. Negli anni questa percentuale è aumentata ed oggi è pari al 9 per cento. Così gli australiani si sono abituati all'idea che il contributo pensionistico deve aumentare nel tempo ed infatti entro il 2020 avrà raggiunto il 12 per cento. Uno ogni cinque lavoratori, poi, risparmia più della percentuale imposta dalla "superannuation" che integra con altri investimenti. Contributi ed investimenti vengono tassati al 15 per cento, meno di quasi tutte le imposte sul reddito. Sono previsti incentivi anche per le imprese che vogliono contribuire ai fondi d'investimento addizionali dei propri dipendenti. Una volta raggiunti i 60 anni i contribuenti possono accedere ai risparmi accumulati senza dover pagare alcuna tassa.
Dal 2004 il numero dei lavoratori che hanno deciso di integrare la "superannuation" è salito del 74 per cento e l'ammontare dei fondi è aumentato del 244 per cento; oggi è pari a 422 miliardi di dollari. Entro il 2017 il risparmio totale arriverà a 1'800 miliardi di dollari. Oltre alle pensioni integrative questi investimenti pagano anche dei dividendi.
A prescindere dall'efficienza del sistema, il segreto del successo del modello australiano può essere riassunto con un semplice motto: risparmiare ed investire con cautela. Nessuno dei fondi australiani ha infatti partecipato alla bolla dei muti subprime americani, né a quella attuale che si sta gonfiando nel mercato immobiliare globale.
Fonte: www.caffe.ch

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