Il business di domani è color verde - di Ezio Rocchi Balbi

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http://new.caffe.ch/media/2013/11/20972_3_medium.jpgEnergie rinnovabili,  geotermia, biomasse, "cleantech" e "biotech", celle fotovoltaiche ad alto rendimento e bici elettriche  ovunque, costruzioni ecologiche e nuove professioni tutte legate all'ambiente. Insomma, dall'energia pulita al ritorno nei campi, il lavoro di domani ha un solo colore: verde! Non a caso si stima che, entro il 2020, i mercati ambientali ed ecologici in Svizzera vedranno impiegate almeno 180mila persone, e che la cifra d'affari dell'ecobusiness sarà molto vicina ai sessanta miliardi di franchi. E anche se con la cosidetta "green economy" si sono già fatti passi da gigante, pure in Ticino gli atout da giocare sono importanti. Si tratterebbe solo di potenziare alcuni ambiti, dove la Svizzera vanta una consolidata esperienza. Nella raccolta separata e nel riciclaggio dei rifiuti, ad esempio, così come nelle soluzioni per trattare i microinquinanti. Senza trascurare altri settori promettenti come le microcentrali idroelettriche, i sistemi di recupero di calore, gli impianti solari termici e soprattutto fotovoltaici, vista la materia prima fornita naturalmente dal sole.
"Fino a qualche anno fa, l'energia fotovoltaica veniva considerata troppo cara e nessuno voleva scommetterci - spiega Claudio Caccia, rappresentante regionale del programma frederale di Svizzera energia -. Il Politecnico di Losanna, conti alla mano, ha invece dimostrato che se nel Paese fosse installata la stessa superficie di pannelli fotovoltaici procapite della Germania, potremmo produrre l'equivalente di una centrale nucleare. Noi invece, per il momento, ne abbiamo un settimo dei tedeschi".
E sempre in campo energetico è bene ricordare che dei nove impianti geotermici in funzione attualmente nel Paese  (più tre in fase di realizzazione) nessuno, per ora, produce ancora elettricità.
Eppure, secondo gli esperti della geotermia, il calore delle rocce immagazzinato in Svizzera permetterebbe di produrre 80mila Terawattora (TWh); il 20% in più del consumo annuo di elettricità.
"Ma non ci sono solo le energie rinnovabili, anche se è un campo destinato ad un sicuro boom visto l'esaurimento prossimo delle risorse fossili - ricorda Rudy Bächtold, del Wwf Ticino -.  A svilupparsi maggiormente, però, saranno tutte le attività ambientali, ovviamente senza trascurare professioni legate alla  creazione di valore aggiunto. Certo, c'è chi inseguirà i vantaggi della green economy, ma anche chi vuole costruire un futuro sostenibile per i propri figli. E già lo si vede, oltre che nel lavoro, negli studi che vengono privilegiati". Per le professioni di domani si assiste, infatti, ad un'impennata di agronomi, di biochimici ed ingegneri bio-tech. Ma anche (vedi intervista a lato) ad un massiccio ritorno a formazioni professionali dal sapore antico, dall'agricoltura alla botanica, al giardinaggio. Su, su fino alla ricerca nelle materie ambientali e "verdi" più innovative.
"Infatti un altro chiaro sintomo che il futuro è verde, anche quello più high-tech, è dato dalla ricerca e dall'innovazione in cui la Svizzera primeggia - ricorda Bächtold -. Solo nel settore  cleantech, le tecnologie pulite, la media di domande di brevetti depositate ogni anno all'Istituto federale della proprietà intellettuale è di venti per ogni milione di abitanti, ed è un un dato in costante crescita". Nel mondo, effettivamente, solo la Germania ne deposita leggermente di più. Ma la Svizzera, già tra i primi della classe nei settori "pharma" e "biotech", ha non poche frecce al suo arco per aspirare ad una sorta di egemonia verde: stabilità politica, manodopera qualificata, infrastrutture di qualità, piazza finanziaria forte, possibilità di collaborazione con prestigiosi istituti di ricerca.
"Senza dimenticare che le cleantech vanno dall'efficienza energetica alla gestione dei rifiuti, dalla gestione sostenibile delle acque alla mobilità, all'agricoltura ed economia forestale - aggiunge Caccia -. Un settore che, stando alle statistiche del commercio esterno, vale circa al 15% di tutte le esportazioni svizzere".
Fonte: www.caffe.ch
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@EzioRocchiBalbi

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